Lungomare Trieste martoriato Danni anche agli stabilimenti

Il vicesindaco Tacchetti: «Chiederemo un risarcimento alla Regione appena quantificata la cifra» Necessari anche interventi a difesa della costa. Prospettiva Roseto: «Pista ciclabile pericolosa»
ROSETO. Voragine sulla pista ciclo-pedonale, ma anche cedimenti del marciapiede in più punti, problemi in via Tamigi per la strada e la pista ciclabile, e danni ingenti agli stabilimenti sia sul lungomare sud sia a nord di Roseto. Sono diverse le conseguenze dell’ultima mareggiata che ha colpito la costa rosetana, in particolare sul lungomare Trieste, dove il mare, non trovando scogli di protezione, ha sfondato da sotto il muretto del lungomare creando una voragine sulla pista ciclo-pedonale.
«Dobbiamo quantificare il danno», dice il vicesindaco Simone Tacchetti, «e poi chiederemo i fondi al dipartimento del servizio opere marittime e acque marine della Regione Abruzzo». Oltre al lungomare però ci sono stati danni per i privati, e continueranno a verificarsi a ogni mareggiata se non si dovesse intervenire a breve sulle scogliere E’ quello il vero problema: il ripascimento è una misura temporanea che permette agli operatori di portare a termine in tranquillità la stagione, se però d’inverno non si verificano le mareggiate. Solleciterò la Regione affinché possa intervenire subito per rinforzare le scogliere. Nelle Marche hanno investito 250 milioni di euro per sistemare l’intera costa e risolvere in gran parte il problema dell’erosione. In Abruzzo deve essere fatto lo stesso ragionamento, ma bisogna accelerare: non possiamo mettere in crisi gli operatori del settore balneare». Si sono verificati infatti danni agli stabilimenti a sud, in particolare il lido Narcisi, e anche a nord in corrispondenza di viale Makarska negli stabilimenti Embarcadero e Maldimare, oltre a Cologna Spiaggia, dove nel tratto che va dal camping Nino a via Bozzino la spiaggia è praticamente azzerata. Erano stati stanziati ben 550mila euro per un intervento corposo sulle scogliere nella zona nord di Roseto, ma i lavori ancora non vengono realizzati.
E’ stato inoltre interdetto al traffico il tratto di via Tamigi che va dalla fine del lungomare Trieste fino all’ingresso del circolo nautico: lì infatti continua la problematica dei detriti che finiscono sulla pista ciclabile e sulla carreggiata, con pezzi di asfalto rotti e tubi che fuoriescono dalla strada. Il 5 giugno però, sul lungomare sud, il movimento civico “Prospettiva Roseto 2026” parlò di “cedimenti della pavimentazione in betonella per l’erosione marina” e propose la chiusura totale della pista ciclo-pedonale per la mancanza delle minime garanzie di sicurezza. «Da quel momento l’amministrazione ha stanziato circa 40mila euro per la messa in sicurezza», scrive nella nota Prospettiva Roseto, «mentre l’opposizione di centrodestra non ha profferito parola in merito, forse memore delle colpe concettuali per una ciclabile mal concepita. Sui social siamo stati accusati di essere catastrofisti e populisti. E adesso la buca è lì, con la ciclabile e la passeggiata interdette, e siamo convinti che continueremo ad assistere al teatrino di rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione».
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