Luzii va all’attacco: «In estate chiusi i gioielli della città»

1 Settembre 2021

Il consigliere di Italia Viva: «Natura Indomita non basta Centro storico trascurato e continua lo spopolamento»  

TERAMO. Gli eventi e i numeri di Teramo Natura Indomita non possono bastare per parlare di rilancio economico o rinascita turistica della città. Mancano programmazione, coinvolgimento e strategia capaci di guardare al lungo termine e non ad una sola stagione, mentre restano inaccessibili le bellezze storico-artistiche della città. A pensarla così è il consigliere comunale di Italia Viva Giovanni Luzii, che frena gli entusiasmi dell'amministrazione accendendo i riflettori su quelle che, a suo avviso, sono le carenze e i ritardi che Teramo patisce.
Nei giorni scorsi l'assessore agli eventi Antonio Filipponi aveva parlato del tutto esaurito ad agosto negli alberghi cittadini e di oltre diecimila presenze fino a Ferragosto per le manifestazioni organizzate al parco fluviale. Per Luzii però il centro storico è stato trascurato e sui numeri invita a un confronto con la vicina Ascoli Piceno che «ha settemila abitanti in meno di Teramo ma ha fatto registrare questa estate oltre 40.000 presenze, quadruplicando la nostra performance, a dimostrazione che la pianificazione e l’organizzazione producono risultati concreti, anche in sinergia con coloro che rappresentano l’anima della città, cioè i ristoratori e i commercianti, ingiustamente criticati dalla nostra amministrazione», dice il renziano, passando poi ad affrontare la questione turismo più in concreto. «Se si consulta la guida del Touring Club dedicata all’Abruzzo si può vedere che nessuna località del capoluogo viene raccomandata come imperdibile, mentre si raccomandano a livello provinciale il territorio atriano, camplese e civitellese, a dimostrazione che i professionisti del settore percepiscono Teramo come una cenerentola. Lungi dal voler polemizzare, su sette segnalazioni relative alle bellezze della città di Teramo (escluse le chiese), ben sei sono praticamente inaccessibili: a partire dal Museo Archeologico e annessa Sala San Carlo, passando per il Castello Della Monica, per il teatro romano, per la Domus del Leone, per la Torre Bruciata. La sola Pinacoteca civica risulta fruibile, ma con orari assolutamente ridotti. A ciò si aggiunga l’incapacità di aprire il Centro di informazione turistica, allestito grazie ai generosi finanziamenti del CoPE, ma da due anni in attesa di inaugurazione», aggiunge Luzii.
Turismo bocciato, ma non solo quello. Da Italia Viva piovono giudizi duri sullo scarso appeal che la città ha sui suoi cittadini: «Teramo è una città in declino, laddove il dato oggettivo e inconfutabile è lo spopolamento, consistente in circa 500 residenti in meno nell’anno 2019 e in altrettanti residenti in meno nell’anno 2020. Si suppone che anche il corrente 2021 registrerà una diminuzione degli abitanti simile ai due anni precedenti», aggiunge Luzii. Come invertire la tendenza? «Occorre valorizzare il patrimonio storico-artistico, migliorare i collegamenti viari; accrescere il numero e la qualità dei servizi, pianificare un sistema scolastico di massima sicurezza, migliorare l’efficienza delle istituzioni rimaste, a partire dall’ospedale, passando per l’Università, IZS, carcere e Conservatorio musicale», conclude Luzii.
©RIPRODUZIONE RISERVATA