Ma l’Api è contro l’accorpamento «Così ci hanno solo svenduto»

23 Novembre 2016

TERAMO. L'associazione delle piccole e medie imprese, l’Api, interviene sull'accorpamento delle Camere di commercio di Teramo e L'Aquila e, rivolgendosi agli imprenditori locali, tuona: «Perché...

TERAMO. L'associazione delle piccole e medie imprese, l’Api, interviene sull'accorpamento delle Camere di commercio di Teramo e L'Aquila e, rivolgendosi agli imprenditori locali, tuona: «Perché permettete che soggetti illegittimi ci svendano al capoluogo?». Due i punti contestati dal presidente provinciale Alfonso Marcozzi (nella foto) durante una conferenza stampa, a cominciare dal mandato dell'attuale vicepresidente teramano Gloriano Lanciotti, che di fatto, dopo la morte di Giandomenico Di Sante, avrebbe assunto la conduzione dell'ente. «La sua posizione è illegittima», ha detto Marcozzi, «poiché si trova al quarto mandato». Il secondo argomento è il trasferimento della sede all'Aquila. «Visto che la sede aquilana è stata distrutta dal terremoto, la Camera di commercio poteva rimanere a Teramo. Ci sarebbe stato un bel risparmio di soldi pubblici, invece ora stanno costruendo un nuovo edificio a Bazzano, dal costo di 3 milioni di euro, e si sta procedendo contemporaneamente alla ristrutturazione della vecchia sede» ha detto Marcozzi. Le imprese teramane, secondo l'Api, non sarebbero state messe a conoscenza di tutte le decisioni, prese solamente dai vertici. «Eppure l'ente dovrebbe essere in mano alle aziende che pagano le quote di iscrizione», ha concluso Marcozzi con un paradosso: «Se le Camere di commercio non hanno funzione di stimolo al territorio, allora tanto vale smantellarle. Se servono solo per i certificati, possiamo farli anche online».

Emanuela Michini

©RIPRODUZIONE RISERVATA