«Ma la nostra patria tornerà a brillare»

21 Maggio 2022

Le lettere e i messaggi di quattro giovani: «Al mondo diciamo che lotteremo per i nostri diritti»

TERAMO. «Siamo qui per condividere e imparare la conoscenza, per dimostrare al mondo che la giovane generazione dell’Afghanistan non accetta l’umiliazione, la schiavitù e l’arretratezza e che ha scelto di lottare per raggiungere i propri obiettivi. La mia generazione non vuole utilizzare il linguaggio della guerra e degli attentati, ma quello della penna e dei diritti umani, dei colori dell’arcobaleno, della pace e dell’amicizia, dell’arte e della conoscenza. L’Afghanistan di oggi è caduto nell’oscurantismo della fede, oltre 7 milioni di giovani sono stati privati della conoscenza, gli stessi che negli ultimi vent’anni erano abituati a studiare nei parchi, in biblioteca, a viaggiare e a esportare idee e valori. I nostri sforzi e le nostre fatiche, la dignità e l'onore sono stati cancellati, ma crediamo che un giorno la nostra patria tornerà a brillare e queste persone che sono davanti a voi oggi saranno il futuro Afghanistan. Grazie Salam e Università di Teramo per aver preparato il terreno al progresso di questa generazione di afghani». Piene di dolore, ma anche speranza e gratitudine le parole di Navid Mashouf, ex docente di Belle Arti di Herat che sono riecheggiate nell’aula magna e a cui ha fatto seguito un pianto liberatorio.
Quattro dei 42 studenti afghani hanno dedicato dei messaggi raccontando la sofferenza per l’involuzione del proprio Paese e con la voglia di costruire un futuro per essere ambasciatori e costruttori di pace nella propria terra. «Le vostre montagne innevate portano il pensiero e la nostalgia alle amate montagne del Pamir», ha detto Gul, «siamo cresciute all’ombra dei kamikaze e delle lapidaizoni, ma anche dello sport, dei canti, della politica» ha raccontato Zahira. Il pensiero è andato alle donne e alla condizione di segregazione alle quali sono costrette. «Le donne afghane sono la metafora di coraggio e resilienza», ha concluso fiera Hadna Faisal, «il mio Islam riconosce pari diritti agli uomini e alle donne e la nostra natura è quella di tutte le donne, di avere istruzione e lavoro, ma questi diritti ci sono stati negati e speriamo che riusciremo a sradicare l’ideologia estremista».(a.d.f.)
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