Maccaferri, ora si cercano nuove imprese

Castilenti, la multinazionale vuol cedere lo stabilimento. Operai verso un anno di cassa integrazione
CASTILENTI. La Maccaferri non torna indietro. Ieri si è svolto in Regione un incontro sull’azienda metalmeccanica di Castilenti che a dicembre fermerà la produzione. I rappresentanti dell'impresa, Paola Musuraca e Simone Romano hanno incontrato l'assessore regionale alle attività produttive, Giovanni Lolli e una delegazione teramana composta dal presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, dal sindaco di Castilenti, Alberto Giuliani e dal consigliere regionale Luciano Monticelli, oltre a Fiom Cgil, Fim Cisl e Italia Lavoro.
«La Maccaferri dice che il geosintetico non lo più produrre qui», afferma Giampiero Dozzi (Fiom Cgil), «noi abbiamo chiesto con forza un piano alternativo ma per ora non c'è niente di concreto. L’utilizzo di un anno di cassa integrazione straordinaria sarà strategico per avere tempo e cercare soluzioni per il sito di Castilenti». Non a caso oggi l’azienda sarà al ministero per discutere della concessione della Cigs.
«La Regione» osservano Marco Boccanera e Antonio Liberatori (Fim Cisl), «ha messo in campo proposte anche per un’eventuale riconversione, l'azienda ribadito che non ci sono spiragli, ma parlato di dare supporto all'entrata di un altro imprenditore. Ci auguriamo che si trovi una alternativa e per questo la Cigs è fondamentale». I 42 operai, intanto, sono rientrati al lavoro: in due settimane di sciopero hanno perso un migliaio di euro. «Considerato» afferma Di Sabatino, «quanto l'occupazione sia un nodo particolarmente sensibile per l'area del Fino non vogliamo lasciare nulla d'intentato. Abbiamo incassato la disponibilità della Maccaferri ad agevolare eventuali affitti o cessioni ad altre imprese, operazioni che potrebbero vederli partner. Con la Regione e il Comune, utilizzando i canali dello scouting imprenditoriale, proveremo a fare un'esplorazione per verificare se ci sono gruppi o imprenditori interessati».

