«Macché tentato omicidio È mio fratello l’aggredito»

La sorella del 65enne arrestato mostra un referto con le lesioni che gli ha causato la presunta vittima e le denunce precedenti. Oggi l’interrogatorio
TERAMO. «Mio fratello non è l’aggressore, è l’aggredito». La sorella di Melchiorre Esposito, il visurista teramano di 65 anni arrestato sabato dalla polizia con l’accusa del tentato omicidio della badante del cugino-vicino di casa, dà al Centro una versione dei fatti completamente diversa da quella fornita dalla questura. E descrive uno scenario antecedente l’episodio che conforterebbe questa versione. Ovvero: l’arrestato e i suoi familiari hanno più volte, negli ultimi anni, denunciato il cugino assistito dalla badante, e ultimamente la donna stessa, per molestie, aggressioni o atti persecutori.
Rita Esposito sull’episodio avvenuto sabato mattina in un terreno sottostante viale Bovio riferisce (e lo ha fatto anche in questura): «Io e Melchiorre siamo andati nel terreno di un’anziana parente, che non è recintato ed è al confine con l’abitazione di nostro cugino, per ripulirlo della legna tagliata. Avevamo un seghetto, forbici per potature e un falcetto. Io sono rientrata a casa per prendere un altro seghetto e ho sentito le urla di mio fratello che chiedeva aiuto e diceva: “Questa quassù è scesa e mi sta colpendo senza motivo”. Sono corsa e ho visto la badante china su mio fratello che lo colpiva ripetutamente. Io sono andata a chiamare i soccorsi, nel frattempo mio fratello è scappato pieno di lividi e con la testa dolorante. Noi abbiamo chiamato il 118, la badante con il telefonino ha chiamato la volante. In ospedale c’è finito mio fratello, lei c’è andata solo dopo. E non c’è stato alcun colpo di falce ai suoi danni. Hanno messo in carcere un uomo benvoluto da tutti e che nel suo lavoro di visurista è il migliore».
È, ovviamente, una versione di parte. A confortarla almeno parzialmente c’è però un referto del pronto soccorso che per l’arrestato parla di “trauma contusivo distorsivo al rachide cervicale da ripetute percosse” e di “evidenti ecchimosi” ed “escoriazioni multiple”. La badante, insomma, ha picchiato l’uomo. Quanto ai precedenti screzi tra le due famiglie, Rita Esposito allega una serie di esposti e denunce da lei fatti in questura contro il cugino e, di recente, anche la badante e sostiene: «Ci sono solo denunce nostre contro di loro, non viceversa. Questo la dice lunga». Questa mattina l’uomo, assistito dagli avvocati Guerino D’Angelo Gallo e Roberto Conte, comparirà davanti al giudice per l’udienza di convalida. Potrà dareb la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.

