Machete e frecce in zona Parco, condannato

10 Novembre 2021

Ammenda di 400 euro per il giovane di Pescara che ha scelto di vivere in solitudine in montagna

TERAMO. La sua storia ha fatto il giro dei social: ha scelto di lasciare tutto per andare a vivere da solo in montagna a piantare alberi, unico residente di contrada Rava di Castelli tra i monti Camicia e Prena.
Fabrizio Sulli, 35enne originario di Pescara ma da qualche anno residente nel piccolo borgo teramano, ieri mattina è stato condannato alla pena di 400 euro di ammenda dal giudice onoraio di tribunale Carla Fazzini per detenzione abusiva di armi e per introduzione di armi senza autorizzazione in una zona parco. Davanti al tribunale l’uomo era finito con le accuse di aver introdotto armi senza autorizzazioni in una zona del parco (il Parco Gran Sasso Laga) e precisamente, così si legge nel capo d’imputazione, «un arco, cinque frecce, due machete»; di minaccia e cattura di animali sempre all’interno di un’area parco. Secondo l’accusa della Procura, così si legge sempre nel capo d’imputazione «utilizzando la freccia rinvenuta nel materasso posizionato nei pressi della discarica abusiva di rifiuti (e rinvenuta nel cuore della sagoma umana in esso disegnata) poneva in essere una minaccia grave nei confronti degli operatori di pg che nei giorni precedenti avevano constatato l’abusiva discarica di rifiuti e gli avevano prescritto la bonifica». L’uomo era accusato anche di aver catturato un animale (un cinghiale) all’interno della zona parco senza autorizzazione.
Il giudice lo ha assolto dal reato di minaccia e cattura di animale in zona parco perchè il fatto non sussiste, mentre lo ha condannato per gli altri reati. Le motivazioni della sentenza sono state preannunciate tra 60 giorni.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.