Maestra indagata, sentito il bimbo
Per i genitori l’insegnante avrebbe messo le mani al collo del piccolo
TERAMO. L’inchiesta è quella che vede indagata una maestra di un istituto comprensivo teramano per abuso di mezzi di correzioni: dopo la denuncia presentata dai genitori di un bambino di 5 anni che tornato a casa dopo la scuola ha raccontato che l’insegnante «gli avrebbe messo le mani al collo».
L’inchiesta aperta dopo la denuncia presentata dai genitori del bambino (fascicolo del sostituto procuratore Enrica Medori) ha mosso i primi passi con lo svolgimento dell’incidente probatorio che si è tenuto ieri mattina davanti al gip Marco Procaccini per l’audizione in forma protetto del piccolo. Audizione svolta alla presenza di esperti.
Passaggio obbligato, quello dell’incidente probatorio, così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni.
Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di reati e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento». Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo.
L’insegnante finita sotto accusa è difesa dagli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino.(d.p.)
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