Maestra paralizzata, Monticelli in aula

Pineto, il consigliere regionale ed ex sindaco teste nel processo: «I controlli toccavano all’Ipab»
PINETO. «Quella scuola non è una struttura comunale. La mattina del terremoto dell’Aquila, nella mia veste di sindaco e quindi responsabile della protezione civile, disposi un giro di ricognizione tecnica in tutte le scuole del territorio e spostammo quei bambini in una struttura privata accollandoci le spese. Poi spettava all’Ipab fare le verifiche». Il consigliere regionale Luciano Monticelli parla da ex sindaco. Lo fa come teste citato dalla difesa di uno dei quattro imputati nel processo in corso per la maestra rimasta paralizzata dopo essere caduta dal muretto esterno crollato di un edificio scolastico di proprietà di un ex Ipab. E’ successo nella scuola elementare di Mutignano il 25 maggio del 2010, un anno dopo il terremoto. Quattro gli imputati accusati di lesioni colpose personali gravissime: Gaetano Avolio, all’epoca dei fatti dirigente scolastico della direzione didattica statale di Pineto; Monia Candelori, all’epoca dei fatti segretario dell’ex Ipab proprietaria dell’edificio scolastico; Donato D’Evangelista, all’epoca dei fatti responsabile dell’area tecnica, manutenzione ed ambiente del Comune di Pineto e Ercole Ferretti, all’epoca dei fatti direttore dei lavori commissionati dall’Ipab. Per la procura «tutti con condotte indipendenti tra loro cagionavano lesioni per colpa consistita nell’inosservanza delle disposizioni di legge». L’insegnante Lusiana Rapone, nel frattempo, è tornata ad insegnare in una scuola di Notaresco. Il processo, in corso davanti al giudice monocratico Roberto Veneziano, si avvia alle battute finali: è stato aggiornato ad ottobre. (d.p.)
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