Maggioranza a pezzi in aula «Solo un’incomprensione»

ROSETO. «Al momento non ho notizia di problemi politici, pertanto credo si sia trattato soltanto di un’incomprensione di natura amministrativa che sicuramente il sindaco provvederà presto a chiarire»...
ROSETO. «Al momento non ho notizia di problemi politici, pertanto credo si sia trattato soltanto di un’incomprensione di natura amministrativa che sicuramente il sindaco provvederà presto a chiarire». Questa la lettura della segretaria politica dei liberalsocialisti rosetani, Toriella Iezzi, sull’episodio che si è verificato durante l’ultimo consiglio comunale e che ha visto protagonisti tre esponenti della maggioranza, i quali hanno abbandonato la seduta senza fornire spiegazioni, costringendo il sindaco a mandare tutti a casa per evitare di andare in minoranza nelle votazioni in programma. A uscire dall’aula è stato infatti il liberalsocialista Alberto Caporaletti, consigliere delegato all’urbanistica, seguito da Antonio Iannetti, anche lui nominato responsabile della manutenzione urbana ed eletto in una lista (Insieme per Roseto) di ispirazione socialista e molto vicina a Pavone.
Abbiamo cercato a più riprese ieri pomeriggio di metterci in contatto con Caporaletti e Iannetti, ma nonostante il loro telefono cellulare risultasse libero non abbiamo ottenuto risposta. Probabilmente una coincidenza, la stessa che deve aver portato fuori dall’aula consiliare i tre esponenti della maggioranza, come ha sottolineato Pietro Enzo Di Giulio, esponente del Nuovo centro destra di Alfano, l’altro consigliere risultato improvvisamente assente. «Per me si è trattato di un’urgenza», svela Di Giulio, di professione veterinario «pertanto credo davvero che la causa del nostro improvviso e contemporaneo allontanamento sia stato dovuto a una coincidenza». Dunque solo un caso, almeno secondo la versione di Di Giulio, il quale non si scompone neppure quando gli facciamo notare che il suo partito, cioè l’Ncd, a livello nazionale è al governo insieme al Pd di Renzi. Nulla di strano, quindi, se i vertici provinciali del partito abbiano potuto in qualche modo ‘consigliare’ a Di Giulio di mettere in difficoltà il sindaco Pavone. «Io sto nel Nuovo centrodestra ma non mi sento di appartenere a questo partito», rivela Di Giulio, «anzi, credo proprio che non ci resterò a lungo. Quando ho aderito, ero convinto di essere entrato in un gruppo di centrodestra, come d’altronde dice il nome stesso, non certo di un partito che sostiene un governo di centrosinistra».
Un ragionamento che non fa una grinza e che in qualche modo va a consolidare la maggioranza guidata da Pavone, nonostante il suo partito di riferimento, cioè i liberalsocialisti, abbia perso per strada un pezzo importante come Gianfranco Marini e il suo sostituto, Ezio Vannucci, abbia in più occasioni lasciato intendere di non appoggiare più la maggioranza.
Federico Centola
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