Magliette e foto ricordo per il rito dei cento giorni

In ottomila al santuario da tutto il Centro Italia per la benedizione delle penne
ISOLA DEL GRAN SASSO. La pioggia non ha fermato ieri mattina gli ottomila studenti che hanno animato la 38esima edizione dei “cento giorni” agli esami di maturità nel santuario di San Gabriele dell’Addolorata di Isola del Gran Sasso. E’ iniziato così il conto alla rovescia per i tanto temuti esami per i ragazzi arrivati da tutto l’Abruzzo e dalle regioni vicine, che si sono affidati al santo protettore dei giovani.
«Abbiamo chiesto a San Gabriele di seguirci e di assisterci durante gli esami», hanno detto Lorenzo Perrucci, Simone Ramundi e Mirco Del Vecchio dell’Itc di Chieti. «Un aiuto divino che ci occorre proprio e speriamo di tornare dal Santo, ma non in questa giornata l’anno prossimo altrimenti significa che non ce l’abbiamo fatta», hanno aggiunto sorridendo Tommaso Di Polidoro, Federico D’Ambrosio e Lorenzo Di Cesare dell’Alberghiero “Di Poppa” di Teramo. Una giornata intensa trascorsa tra momenti di preghiera e raccoglimento, come la confessione, la partecipazione alle messe e nella cripta del Santo e momenti di festa e canti, ma che si è svolta per la maggior parte del tempo nel nuovo santuario per la pioggia. Su decisione del rettore del santuario padre Natale Panetta è stato messo a disposizione ogni angolo della chiesa nuova. «Abbiamo aperto tutti i varchi e sospeso i controlli agli ingressi per accogliere tutti gli studenti e non farli bagnare», ha spiegato il rettore, «anche perché non si sono registrati episodi spiacevoli e i ragazzi si sono comportati bene». E all’interno si è svolto il tradizionale rito della benedizione delle penne dopo la messa celebrata dal vescovo Lorenzo Leuzzi che è sceso dall’altare coinvolgendo i ragazzi con le penne sollevate al cielo. Un grande grido di gioia si è alzato al suo passaggio. Il rito è stato poi ripetuto per la seconda messa sempre all’interno e, terminata la pioggia, nel piazzale davanti alla basilica. «Per sicurezza abbiamo portato più penne, abbiamo troppa paura delle prove scritte», hanno ammesso Claudia, Maddalena e Anna del liceo aeronautico di Corropoli. Marta del liceo scientifico dell’Aquila di penne ne ha portate cinque e c’è chi addirittura ha portato un intero pacco come Maurizio dell’Ipsia di San Benedetto. «Meglio abbondare», ha commentato. E Maurizio insieme a Luigi e Jack che frequentano la sua stessa scuola, e Maila e Valentina del liceo scientifico Einstein di Teramo, sono stati coinvolti in un "gioco" sull’altare dove hanno aperto, al via dato da un padre passionista, la “corsa” alle confessioni invitando gli altri ragazzi a seguirli.
Grande successo ha riscosso la novità di quest’anno: l’angolo della foto ricordo. Un pannello a forma di cartolina con l’immagine di San Gabriele da un lato e con sotto una frase dedicata alla giornata dove gli studenti sono stati fotografati dai novizi e potranno scaricare l’immagine da internet. E non sono mancate le tante magliette indossate dagli studenti, il simbolo di questa festa. Colorate, stampate o disegnate, le t-shirt “Cento giorni” hanno trionfato anche in questa edizione e con le frasi più originali e simpatiche. «Gesù ci vede e ci sente ed è qui presente», recitavano alcune; «So di non sapere, un 60 per piacere», altre. Poi c’erano quelle in dialetto («So studiat, so repetut. nu 60 e ve salut»), le nostalgiche («Agli esami puntiamo al 60, ma quello prima degli anni ‘90»), ironiche («Se io vorrei un 60 e s’abbracciano» o «100 giorni qui si sboccia, non si boccia»). Una giornata che è trascorsa senza episodi di disordine pubblico e con tanti controlli delle forze dell’ordine e il divieto della musica e della vendita degli alcolici su ordinanza sindacale.
L’animazione è stata affidata allo Zoo scuola che ha coinvolto, tornato il sole, tanti ragazzi a ballare e saltare nel piazzale. E la pioggia è stata secondo i ragazzi la nota stonata della giornata. «Il tempo ha sconvolto i piani», ha detto Matteo Masuro dello scientifico di San Benedetto. «Con questa pioggia non possiamo fare l’arrostata», ha lamentato Angelo dall’Aquila. Ma c’è chi ha sdrammatizzato prendendola come un portafortuna. «Studenti bagnati, studenti fortunati»: così Sara, Manuela, Selimba e Andra del liceo Scienze umane di Sulmona. «L’importante è stare in compagnia e non pensare agli esami che si avvicinano», ha concluso Lucilla del liceo classico di Pescara.
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