«Mai collaudato il nuovo marciapiede sul lungomare»

16 Febbraio 2018

GIULIANOVA. Il coordinatore territoriale di “Noi con Salvini” Gianni Mastrilli punta l’indice contro l’amministrazione comunale «per le condizioni in cui versa la città». Per l’esponente politico...

GIULIANOVA. Il coordinatore territoriale di “Noi con Salvini” Gianni Mastrilli punta l’indice contro l’amministrazione comunale «per le condizioni in cui versa la città». Per l’esponente politico «si avverte sempre di più il degrado in cui precipitata Giulianova a causa dell’inefficienza prodotta dal primo cittadino e dalle sue scelte». Mastrilli parla di lavori «fatti e rifatti a totale sfregio della cosa pubblica» e delle risorse dei cittadini. I riferimenti prendono ad esempio «i reiterati e famigerati interventi su corso Garibaldi», il cimitero lasciato all’abbandono, il pessimo stato dei manti stradali, i sempre rimandati lavori sugli edifici scolastici, le precarie situazioni degli impianti sportivi. «In questa città», afferma Mastrilli, «si usa molto puntare sull’effetto annuncio per la realizzazioni di grandi opere sempre rinviate». Secondo l’esponente di Noi con Salvini manca il principio della sana ed efficiente manutenzione di ciò che si possiede. Principale punto di riferimento viene individuato nel marciapiede del lato ovest del lungomare, nel tratto fra il Kursaal e il parco Franchi. Nella nota vengono ricordati i notevoli ritardi di realizzazione dell’opera «giustificati dal fatto che il materiale era in viaggio dall’India verso l’Italia». Mastrilli fa presente che quella parte del lungomare si presenta oggi sconnesso in più parti, con illuminazioni divelte e non più utilizzabili, ridotte ai minimi termini le storiche bitte a raso ormai coperte da condensa ed erba, oltre agli spigoli metallici taglienti ed estremamente pericolosi in diversi punti. Lo stesso Mastrilli si chiede: «Chi ha collaudato i lavori? Perché l’amministrazione comunale non ha mai contestato l’impresa che li ha eseguiti? Risultato che la ditta non esiste più e l’opera non è stata mai collaudata».
Alfonso Aloisi
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