Malati di cancro, sportello per le famiglie

20 Agosto 2016

Con il contratto a una psicologa, l’oncologia attiva un sostegno a tutto il nucleo che subisce lo stress come il paziente

TERAMO. Uno sportello psicologico per le famiglie dei malati di cancro.

La Asl ha finalmente istituzionalizzato l’assistenza psicologica in oncologia, assumendo a tempo indeterminato una specialista, Pamela Casalena. Finora la psicologa faceva la volontaria in reparto, grazie al contributo della Lega italiana per i tumori.

Adesso che le è stato fatto un contratto a 36 ore è possibile programmare una serie di attività e l’apertura dello sportello è fra queste. «Ora possiamo strutturare meglio l’assistenza agli ammalati, che ci chiedono sempre di più un aiuto psicologico», spiega il primario del reparto di oncologia del Mazzini, Amedeo Pancotti, «il malato di cancro non ha solo bisogno dei medicinali, ma anche la psiche va curata». I problemi iniziano sin dal momento della comunicazione della diagnosi e proseguono durante il corso di tutta la terapia. «A volte assistiamo a forti depressioni, un vero e proprio rifiuto della vita», conferma il primario.

Tantopiù che una diagnosi tanto infausta coinvolge non solo il singolo paziente, ma tutta la sua famiglia. «Lo stress è per tutti i familiari», afferma Amedeo Pancotti, «per questo abbiamo pensato, al massimo da ottobre ma spero già da settembre, di attivare un sostegno rivolto alle famiglie. Il problema del cancro infatti stravolge la vita dei nuclei familiari, non si limita solo al singolo. Questa malattia è un problema sociale, non solo nosocomiale». Avere un cancro significa affrontare un doloroso percorso fatto di interventi chirurgici e lunghe terapie, con una serie di pesantissimi effetti collaterali. Ma significa anche ridurre i propri contatti sociali, assentarsi per un lungo periodo dal lavoro, ad esempio.

Per affrontare questo, e tanto altro, c’è bisogno di un sostegno psicologico che aiuti a superare i disagi legati alla malattia. «Bisogna innanzitutto identificare il “care giver” della famiglia, colui che si fa carico del problema è della sua gestione. E’ una figura basilare, è come il team manager in Formula 1.Il primo compito è individuarlo e dagli l’incarico», spiega il primario.

Da ottobre, dunque, ci sarà un servizio in più nel reparto di oncologia del Mazzini, che ormai ha superato i mille pazienti in cura. L’anno scorso l’oncologia dell’ospedale di Teramo ha registrato 630 nuovi casi. E nel 2016, a giugno, i nuovo casi seguiti era già 550, con pazienti in arrivo da tutta la provincia di Teramo ma anche dalle vicine Marche.

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