Malati di Covid, via alla telemedicina

19 Giugno 2020

Potenziate le attività sul territorio coordinate dall’Ucat: nascono ambulatori per adulti e bambini, rivolti anche ai turisti

TERAMO. Una conferenza stampa per la presentazione dell’Ucat – la prima d’Abruzzo – a cui hanno partecipato i vertici della sanità regionale, l’assessore Nicoletta Verì e il direttore del dipartimento salute Claudio D’Amario. Una presenza che la dice lunga sulle chance del direttore generale facente funzione Maurizio Di Giosia di essere nominato. Nessuno, ovviamente, vuol rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma la delibera di giunta che lo “incorona” direttore generale è attesa per la prossima settimana.
L’UCAT. Nel frattempo, nella sala convegni del Mazzini, si è parlato di coronavirus. L’Ucat (Unità di coordinamento dell’assistenza territoriale) è la struttura che ormai da più di un mese coordina tutti i servizi sul territorio, a partire dall’individuazione dei malati di Covid per finire con la loro cura. L’Ucat coordina dunque i medici di base, quelli della guardia medica, le Usca, l’Adi e interagisce con gli ospedali. Un punto di riferimento per il cittadino: al numero 0861420699 risponde un call center dal lunedì al venerdì (8-20) e il sabato (8-14).
«Già ad aprile abbiamo ritenuto che la principale battaglia si dovesse combattere sul territorio», dichiara Di Giosia, «e abbiamo immediatamente applicato l’ordinanza regionale che disponeva la creazione dell’Ucat. Siamo stati avvantaggiati perchè già avevamo creato un coordinamento dei servizi sul territorio. L’attenzione sul territorio non verrà meno: potenzieremo la campagna per i tamponi e creeremo in autunno un coordinamento medico-scientifico ospedaliero che si raccorderà con l’Ucat». Il direttore dell’Ucat, Giandomenico Pinto, parla di una sperimentazione, messa in atto con le farmacie territoriali, con l’idrossiclorochina, sui pazienti Covid in isolamento domiciliare.
GLI AMBULATORI COVID. E poi annuncia l’apertura di due nuove strutture ambulatoriali rivolte ad adulti e bambini, utili, ad esempio per i turisti che stanno arrivando e che potrebbero aver bisogno di assistenza. Ad esempio i bambini, che d’estate possono avere tosse e febbre e che verranno trattati come sospetti Covid. Le due strutture – dove lavoreranno i medici della Usca, che adesso hanno pochi pazienti da curare – ovviamente saranno collegate al servizio di medicina turistica che avrà il compito di individuare subito i casi sospetti.
LA TELEMEDICINA. Interessante anche il progetto che sarà avviato ai primi di luglio, e che riguarda la telemedicina. Proprio ieri è stata fatta una giornata di formazione per l’utilizzo di una strumentazione che sarà data ai malati Covid gestiti a domicilio (un kit con smartphone, pulsossimetro, termometro, sfigmomanometro). che, attraverso il sistema bluetooth dialogheranno con la piattaforma di rilevazione dei dati, trasmettendo in modo automatico i valori rilevati.
Inoltre si prevede di istituire la figura dell’infermiere di famiglia che concorrerà in maniera determinante ad assicurare il massimo livello di assistenza dei soggetti affetti da Covid-19 e a rafforzare le azioni terapeutiche e assistenziali domiciliari sia dei pazienti in isolamento che dei pazienti cronici.
LA CAMPAGNA. Inoltre, annuncia Di Giosia, la Asl sta per lanciare la campagna “Questione di tempi”: manifesti che invitano chi ha la febbre superiore a 37,5 gradi a contattare il medico di base per essere sottoposto a tampone entro 48 ore.
D’Amario plaude a «un modello organizzativo di cui la sanità pubblica ha bisogno. Le cure territoriali sono fondamentali per gestire le emergenze sanitarie, non solo questa – che certamente non scomparirà, ci dovremo imparare a convivere – ma ad esempio anche quella oncologica. Attualmente la cronicità la stiamo gestendo negli ospedali, invece la dobbiamo trattare sul territorio, se vogliamo ridare qualità agli ospedali. E l’Ucat è un germe di quello che deve essere un dipartimento territoriale». L’assessore Verì ha ricordato che il primo paziente positivo in Abruzzo c’è stato alla Asl di Teramo: «Non dimenticherò mai la telefonata in cui mi veniva comunicato. Abbiamo subito allertato tutti i capi dipartimento e preso in carico il paziente. Da allora abbiamo scelto di affrontare l’emergenza in maniera trasparente: la Regione Abruzzo ha fatto un gran numero di tamponi – e continuerà a farli – lavorando con onestà, non per nascondere i casi positivi ma per farli emergere. Tant’è che siamo al quinto posto in Italia per trasparenza in questa emergenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA