Malattia rara, lo salva il medico andato via dall’ospedale Mazzini

23 Marzo 2017

L’82enne in attesa a Teramo è stato poi operato a Carpi seguendo chi sapeva fare l’intervento in endoscopia

TERAMO. Al Mazzini gli hanno diagnosticato una patologia piuttosto rara, il diverticolo di Zenker. Ma all’ospedale di Teramo era arrivato da poco un medico che sa trattare quella malattia con una tecnica endoscopica e non con la chirurgia tradizionale. Un colpo di fortuna. Non proprio, se si pensa che quel medico, proveniente da Carpi, al termine dei sei mesi di contratto se ne è tornato da dove è venuto. E allora P.T. teramano di 82 anni, ha deciso di andargli dietro.

Ora il teramano è stato operato, sta bene e in queste ore sarà dimesso. «Avevo problemi quando mangiavo, spesso ero costretto a rimettere», racconta P. T. «così andai a fare la gastroscopia all’ospedale di Teramo, era novembre, e scoprirono un diverticolo di Zenker. Proprio nel reparto di endoscopia digestiva del Mazzini il dottor Carmelo Barbera mi disse che era possibile fare nel mio caso un intervento per via endoscopica. I farmaci infatti possono lenire il fastidio, ma non curano». Il diverticolo di Zenker è una patologia abbastanza rara: una specie di sacca dell'esofago cervicale, subito dopo la valvola che collega il faringe con l'esofago. In sostanza il cibo, anzichè andare nell'esofago rimane nel diverticolo che si riempie. Da qui il rigurgito e il vomito. «Ma per fare l’intervento era necessaria una macchina (il diverticuoloscopio, ndr) che è arrivata ma comunque l’intervento è stato sempre rimandato. Rinvii indipendenti dalla volontà del medico, che alla fine se n’è tornato da dove era venuto. Visto che era l’unico a saperlo fare, io l’ho seguito a Carpi. Certo, potermi fare l’intervento vicino casa sarebbe stato molto meglio. Tantopiù che mia moglie è più malata di me e non ha potuto fare un viaggio di 400 chilometri. Mi ha accompagnato mio fratello». P.T. sta bene e oggi, domani al massimo sarà dimesso.

Resta l’amarezza per il fatto che un’altra professionalità è andata via dal Mazzini, che avrebbe potuto essere fra i primi ospedali a farlo, quantomeno nel versante adriatico. Evitare un complesso intervento che comporta un’incisione sul collo per tagliare il diverticolo non è cosa da poco, tantopiù che con l’approccio endoscopico il recupero del paziente è molto più veloce e si evita l’anestesia. L’intervento in endoscopia in Italia si fa in tre-quattro centri, quindi può attirare pazienti da altre regioni.

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