Maltratta e minaccia i genitori Condannato a due anni e 4 mesi

L’uomo ha usato una spranga di ferro per impedire ai familiari di accendere i termosifoni in casa È accusato anche di averli terrorizzati annunciando che avrebbe dato fuoco al fratello
TERAMO. Per mesi hanno convissuto con il terrore. Perché i genitori fanno sempre tutto per i figli. Ma quando è arrivato il momento in cui la paura ha preso il sopravvento sulla resistenza, un papà e una mamma hanno denunciato il figlio per maltrattamenti.
Maltrattamenti andati avanti per mesi in una drammatica escalation come quella volta in cui lui, armato di un bastone di ferro, ha impedito agli anziani genitori di accendere i riscaldamenti in casa «perché dovete rimanere al freddo». L’uomo, un quarantenne teramano, è finito a processo e al termine di un rito abbreviato è stato condannato a due anni e quattro mesi dal gup Roberto Veneziano. I fatti per cui l’uomo è finito a processo risalgono tra il 2018 e il 2019 per questi è stato destinatario di un divieto di avvicinamento ai familiari. Non solo i genitori ma anche il fratello che vive con loro.
Secondo l’accusa della Procura (pm titolare del fascicolo Francesca Zani)l’uomo in più occasioni avrebbe maltrattato fisicamente e psicologicamente i familiari «sottoponendoli», si legge nel capo d’imputazione, «a reiterati comportamenti violenti, prevaricatori e vessatori rendendo intollerabile il rapporto di convivenza familiare». Tra gli episodi elencati quello in cui l’uomo avrebbe più volte minacciato i familiari di tagliare il tubo del gas e di far saltare la casa in aria. Ma non solo. In un caso avrebbe anche minacciato di dare fuoco al fratello.
Minacce e maltrattamenti continui, dunque, con i genitori costretti a vivere nella paura di essere uccisi ma sperando sempre che qualcosa cambiasse. Ma così non è stato. Anche perché con il tempo gli episodi sono aumentati. In due occasioni l’uomo avrebbe rubato il televisore dall’abitazione dei familiari urlando che «nessuno poteva guardarla».L’uomo è stato sottoposto a una perizia psichiatrica che ha accertato una capacità di intendere e di volere scemata ma non esclusa. E secondo l’articolo 89 del codice penale «Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente senza escluderla, la capacità d’intendere o di volere, risponde del reato commesso, ma la pena è diminuita».
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