Maltrattamenti a moglie e figli L’accusa: «Lasciati senza cibo»

19 Marzo 2022

TERAMO. «È capitato che per uno o due giorni nessuno di noi ha mangiato. A volte ha portato da mangiare ma solo per noi figli maschi, mentre mamma e nostra sorella sono rimaste senza mangiare per...

TERAMO. «È capitato che per uno o due giorni nessuno di noi ha mangiato. A volte ha portato da mangiare ma solo per noi figli maschi, mentre mamma e nostra sorella sono rimaste senza mangiare per quattro, cinque giorni»: è una dolente cronaca giudiziaria quella che dopo aver preso forma nei primi verbali torna ad essere un pesante atto d’accusa nei confronti di un marito e padre, un 35enne di nazionalità indiana da tempo residente a Teramo, che da gennaio è in carcere per maltrattamenti aggravati dall’averli commessi davanti ai figli minori. Ieri i tre figli sono stati ascoltati nel corso di un incidente probatorio che si è svolto davanti al gip Marco Procaccini e che servirà per cristallizzare le accuse dei minori. Dopo la denuncia della moglie dell’uomo i carabinieri di Teramo hanno fatto indagini e rimesso tutto in Procura con il pm Silvia Scamurra che ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare sottolineando in più passaggi «la pericolosità» dell’indagato. Lei e i suoi tre figli dopo l’arresto sono in una comunità protetta nel tentativo di riprendersi la vita. Un racconto, quello della donna e dei tre ragazzini, in cui botte e maltrattamenti psicologici hanno scandito il quotidiano. Per la Procura, così si legge nella richiesta di misura «l’uomo provoca di continuo violenti ed immotivati litigi creando un clima di paura e sottomissione con grida e danneggiamenti di porte, mobili, beni di arredo d’abitazione, nonchè percuotendo la moglie con bastoni, suppellettili, pugni e schiaffi, mortificandola sistematicamente con insulti a lei e alla sua famiglia».
E ancora: «Al culmine dell’ennesimo litigio colpiva la donna prima con un bastone (gamba del tavolo), poi con un violento calcio al costato facendola cadere a terra, poi la prendeva per le gambe e la trascinava in camera chiudendo la porta in modo che nessuno sentisse i suoi lamenti; poco dopo imponeva alla donna di preparare la cena l’aggrediva nuovamente mettendogli le mani intorno al collo cercando di strangolarla, infine la scaraventava a terra facendola urtare con il corpo contro un armadio».
A declinare i tempi di una storia lunga due anni che non ha risparmiato angoscia e dolore a nessuno c’è anche un fascicolo aperto dalla Procura dei minori.(d.p.)
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