Maltrattamenti alla figlia: papà assolto dalle accuse

Era imputato di violenza psicologica alla bimba di 7 anni e alla ex compagna La Procura chiede tre anni e sei mesi, per i giudici il fatto non sussiste
TERAMO. Un’accusa pesante che il pubblico ministero Enrica Medori ha tratteggiato nella requisitoria rimarcando più volte quella che ha definito «la violenza morale di maltrattamenti psicologici su una bambina di 7 anni» da parte di un papà per cui a fine istruttoria ha chiesto una condanna a tre anni e sei mesi.
Ma per Il tribunale il fatto non sussiste: l’uomo, un teramano di 50 anni, è stato assolto con la formula più ampia. Le motivazioni della sentenza pronunciata ieri del collegio (presieduto dal presidente Carlo Calvaresi, a latere Claudia Di Valerio e Carla Fazzini) saranno depositate tra novanta giorni.
L’uomo era difeso dall’avvocato Michele Del Fuoco, la ex compagna si era costituita parte civile assistita dall’avvocato Pietro Ferrari.
Oltre che di maltrattamenti psicologici sulla piccola l’uomo era accusato anche di maltrattamenti, sempre psicologici, sulla ex compagna.
Secondo l’accusa i fatti sarebbero avvenuti in un arco di tempo compreso tra il 2017 e il 2019, nel momento in cui la donna aveva iniziato una nuova convivenza con l’uomo che avrebbe minacciato di denunciare il nuovo compagno della ex per pedofilia. «Arrivando anche a minacciare la donna di denunciare per pedofilia il nuovo compagno», si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, «e rivolgendole in una circostanza la testuale minaccia: «Adesso agisco e basta. Agisco io per come sono fatto, siccome conosco di tutto di più pago della gente e ci penso io a quello che devo fare». Sempre secondo l’accusa l’uomo in una occasione avrebbe fatto vedere una pistola e un proiettile alla bambina che poi avrebbe raccontato l’accaduto alla donna.
Nell’inchiesta sono entrate le registrazione del contenuto di alcune telefonate tra padre e figlia. Si legge ancora nella richiesta di rinvio a giudizio: «Totalmente indifferente alla bambina che gli dice di voler stare con lui risponde: “Con me non puoi stare, la colpa è di tua madre, mi avete cacciato di casa”». E sempre secondo la Pubblica accusa l’uomo avrebbe esteso le minacce nei confronti della ex. «Tali condotte venivano estese anche nei confronti della ex alla quale l’uomo rivolgeva con frequenza frasi dal tono minaccioso: “la bambina andrà a finire con gli assistenti sociali, andrà a finire in qualche istituto”».
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