Maltrattamenti psicologici alla convivente, condannato a 2 anni
È finito a processo con l’accusa di maltrattamenti psicologici nei confronti della convivente avvenuti anche in presenza del figlio minorenne: per questo un teramano di 40 anni è stato condannato a...
È finito a processo con l’accusa di maltrattamenti psicologici nei confronti della convivente avvenuti anche in presenza del figlio minorenne: per questo un teramano di 40 anni è stato condannato a due anni. La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice monocratico Roberto Veneziano. L’ennesimo caso di violenze in famiglia, in questi tempi infiniti di Codici rossi, si srotola nel lungo fascicolo con cui la Procura ha chiesto e ottenuto il
processo per il teramano accusato di vari episodi di maltrattamento e per questo denunciato dalla compagna. Secondo l’accusa i fatti sarebbero avvenuti tra il 2019 e il 2020 con la mamma che in più occasioni sarebbe stata maltrattata. In alcuni occasioni vere e proprie aggressioni che sarebbero avvenute anche davanti ai figli con urla e minacce. Secondo l’accusa l’uomo attraverso ripetute condotte di denigrazione, violenza verbale e vessazioni di carattere economico avrebbe sottoposa la donna a maltrattamenti
psicologici continui. Perchè i
lividi invisibili delle violenze psicologiche segnano le vite e spesso fanno più male di quelle fisiche. La Cassazione, nei suoi svariati pronunciamenti sul tema dei maltrattamenti familiari, lo ha più volte messo nero su bianco sancendo questo principio con una giurisprudenza ormai sterminata. (d.p.)
processo per il teramano accusato di vari episodi di maltrattamento e per questo denunciato dalla compagna. Secondo l’accusa i fatti sarebbero avvenuti tra il 2019 e il 2020 con la mamma che in più occasioni sarebbe stata maltrattata. In alcuni occasioni vere e proprie aggressioni che sarebbero avvenute anche davanti ai figli con urla e minacce. Secondo l’accusa l’uomo attraverso ripetute condotte di denigrazione, violenza verbale e vessazioni di carattere economico avrebbe sottoposa la donna a maltrattamenti
psicologici continui. Perchè i
lividi invisibili delle violenze psicologiche segnano le vite e spesso fanno più male di quelle fisiche. La Cassazione, nei suoi svariati pronunciamenti sul tema dei maltrattamenti familiari, lo ha più volte messo nero su bianco sancendo questo principio con una giurisprudenza ormai sterminata. (d.p.)

