Mamma di tre bambini muore a 41 anni

Silvia Di Gabriele lavorava al Conad del centro commerciale Gran Sasso, ha avuto un malore nel sonno nella casa al mare
TERAMO. Quando muore una mamma il mondo si ferma. Perché è un dolore che spacca il cuore e niente e nessuno potrà più rimetterlo a posto. Silvia Di Gabriele, 41 anni, aveva tre figli di 11, 7 e 4 anni. Era una moglie innamorata e una stimata dipendente del Conad: se n’è andata per sempre ieri mattina nella casa al mare di Cologna Spiaggia. Un particolare a dare il senso di una tragedia difficile da raccontare: quando uno dei suoi bambini è andato a cercarla nel letto lei non si è svegliata.
Il referto medico (non ci sarà autopsia) parla di un arresto cardiocircolatorio a spiegare una morte che per chi conosceva questa giovane donna «è inspiegabile». Con i figli e il marito Marco Cirillo, dipendente delle Poste da poco in pensione, stava trascorrendo qualche giorno al mare nella casa di Cologna Spiaggia così come facevano tutte le volte che avevano un po’ di tempo libero. «Lei era una mamma che stravedeva per i suoi bambini», racconta un’amica, «ogni cosa che faceva era per loro». I soccorsi, dopo l’allarme del marito, sono stati immediati: sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118 con gli operatori che hanno fatto di tutto per cercare di rianimare la donna ma senza esito. La camera ardente è stata allestita all’obitorio dell’ospedale Mazzini e oggi alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio si svolgeranno i funerali. La donna abitava con il marito e con i figli in via Savini. Aveva frequentato l’istituto commerciale Comi ed era una grande appassionata di cucina, soprattutto amava fare dolci. Era una dipendente del Conad del centro commerciale Gran Sasso dove i colleghi non si danno pace. «Una lavoratrice instancabile», raccontano, «sempre disponibile con tutti, sempre con il sorriso. Se c’era da dare una mano a qualcuno lei si faceva subito avanti. Stravedeva per i figli e per il marito. Era una coppia innamorata e affiatata. Con la bella stagione tutte le volte che era libera portava i piccoli al mare. Una tragedia davvero difficile da accettare».(d.p.)
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