Mamma e due figlie intossicate dalle esalazioni della caldaia

6 Maggio 2014

La donna e le ragazze di 16 e 17 anni si sono svegliate a causa di un forte mal di testa Un familiare le ha portate al Mazzini, poi sono state trasferite in una camera iperbarica a Roma

TERAMO. Le ha salvate la prontezza della mamma svegliata da un forte mal di testa. Forte e insolito. A tal punto da farle chiedere aiuto ad un familiare. Così lei e le due figlie di 17 e 16 anni sono state caricate in macchina e portate al pronto soccorso dell’ospedale dove ai medici è bastato poco per diagnosticare una intossicazione da monossido di carbonio. Molto probabilmente conseguenza del cattivo funzionamento della caldaia all’interno della casa in cui la famiglia abita a Colleatterrato.

Le condizioni delle tre donne non sono gravi, ma in questi casi scattano dei protocolli che prevedono il trattamento in ossigenoterapia. Così nella tarda mattinata di ieri, dopo un primo trattamento che ha evitato eventuali complicazioni legate alla respirazione, le tre donne sono state trasportate al centro iperbarico dell’ospedale Umberto I di Roma.

Nel frattempo è scattata l’indagine per una prima ricostruzione dei fatti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. Tra le ipotesi c'è quella del malfunzionamento della caldaia dell'abitazione, perchè è stata esclusa la possibilità dell'esistenza di altri apparecchi per il riscaldamento. I fatti si sono verificati nella notte tra domenica e lunedì nella casa di via Marsili in cui non c’erano solo le tre donne ma anche un fratello della mamma. Quest’ultimo però non ha avuto malori, molto probabilmente perchè la stanza in cui si trovava non è stata raggiunta dalle esalazioni.

I fatti si sono verificati nella notte tra domenica e lunedì. Secondo una prima ricostruzione fatta dai militari intorno alle 4 la mamma, una donna di 48 anni, si è svegliata con un forte mal di testa. Ha chiamato le figlie e ha scoperto che anche loro accusavano lo stesso malore. Così ha dato subito l’allarme e con la macchina di un familiare le tre donne sono state trasportate al pronto soccorso dell’ospedale Mazzini. Ed è qui che è stata fatta la diagnosi che ha successivamente portato le donne a Roma.

Il monossido di carbonio è tossico perché legandosi saldamente allo ione del ferro nell'emoglobina del sangue forma un complesso molto più stabile di quello formato dall'ossigeno. La formazione di questo complesso fa sì che l'emoglobina sia stabilizzata nella forma di carbossiemoglobina che, per le sue proprietà allosteriche, rilascia più difficilmente ossigeno ai tessuti. L'intossicazione da monossido di carbonio conduce ad uno stato di incoscienza (il cervello riceve via via meno ossigeno) e quindi anche alla morte per anossia.(d.p.)

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