Mamma e moglie del naufrago «Non ci ha mai maltrattate»

MARTINSICURO. Da gennaio è in carcere con la pesante accusa di maltrattamenti e stalking nei confronti di mamma e moglie. Ma ieri in aula le due donne hanno annunciato di voler ritirare la denuncia...
MARTINSICURO. Da gennaio è in carcere con la pesante accusa di maltrattamenti e stalking nei confronti di mamma e moglie. Ma ieri in aula le due donne hanno annunciato di voler ritirare la denuncia nei confronti di Giovanni Amodio, il 35enne marittimo di Martinsicuro che nel mese di ottobre venne recuperato vivo al largo di Pescara dopo 40 ore dal naufragio della sua barca. In occasione della prima udienza del processo davanti al giudice Franco Tetto le donne, ascoltate in aula come parti offese, hanno smentito il contenuto dei verbali siglati davanti ai carabinieri in occasione della denuncia confermando che l’uomo in più occasioni avrebbe chiesto piccole somme di denaro, in particolare alla madre, ma non le avrebbe mai minacciate di morte né maltrattate. «Lo vado a trovare in carcere», ha detto la moglie, «è un’altra persona, oggi è cambiato. Io non ho paura».
Sulla stessa lunghezza d’onda la mamma che ha parlato di richieste di soldi, ma ha smentito di essere stata minacciata aggiungendo che per l’episodio avvenuto a gennaio (quello che poi ha fatto scattare la denuncia ai carabinieri) lei era intervenuta per un alterco scoppiato tra i due coniugi e lui l’avrebbe allontanata con una mano «ma senza farmi del male» ha detto rispondendo alle domande del pm d’udienza (il vpo Roberta Roccetti).
L’uomo, assistito dagli avvocati Giovanni Battista Quintiliani e Valentina Di Pietro, è finito a processo con rito immediato chiesto ed ottenuto dal pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra a chiusura delle indagini preliminari avviate dopo la denuncia di mamma e moglie con quest’ultima che aveva chiamato i carabinieri. In aula i difensori hanno annunciato che nei prossimi giorni presenteranno istanza per chiedere la revoca della misura cautelare in carcere.
La prossima udienza è in programma per l’8 maggio: in quell’occasione è prevista l’audizione di alcuni testi e molto probabilmente anche la sentenza. (d.p.)
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