Mamme, bimbi e palloncini: «Ci piace la settimana corta»

Si sono ritrovati al Belvedere per comunicare ai cittadini la loro soddisfazione per i nuovi orari della scuola
GIULIANOVA. La settimana corta per la scuola primaria e secondaria dell’istituto Comprensivo 1, che tanto ha fatto discutere, sembra essere un toccasana per molte famiglie che ieri si sono ritrovate sul Belvedere di Giulianova Paese per raccontare alla città la loro nuova esperienza. Tanti bambini delle elementari accompagnati da mamme, papà e in alcuni casi anche dai nonni, hanno pacificamente invaso la piazza e sotto uno splendido sole di fine febbraio hanno giocato con tanti palloncini colorati, simbolo dell’infanzia. La festa improvvisata ha coinvolto anche molti passanti, incuriositi nel vedere tanti bimbi allegri che scorrazzavano da una parte all’altra con in mano lo zucchero filato. Secondo il nuovo orario gli alunni rimangono a casa tutta la giornata di sabato perché le lezioni si svolgono dal lunedì al venerdì con un prolungamento pomeridiano il venerdì. Il fronte del no aveva avanzato critiche sia sul piano pedagogico sia su quello dietetico. Alcuni insegnanti e molte famiglie ritengono che troppe ore a scuola vanno ad incidere negativamente sulle capacità di apprendimento degli alunni, inoltre il pasto frugale portato da casa nel giorno di rientro, a loro dire, potrebbe causare disordini alimentari.
Le famiglie soddisfatte del progetto però la pensano diversamente. «Grazie alla settimana corta abbiamo la possibilità di stare più tempo con i nostri bambini», dice un papà i cui figli frequentano la scuola elementare De Amicis. Anche sul tema alimentazione nessuno sembra preoccupato. «Mio figlio non vedeva l’ora di iniziare la settimana corta per poter mangiare il panino a pranzo», dice una mamma. «Era curioso per questa novità e a due settimane dall’inizio è molto felice e io sono felice per lui».
Certo i problemi non sono del tutto superati, come per il trasporto ad esempio. I piccoli arrivano alle 7,40 ed entrano alle 8.00 a lezione, mentre prima entravano alle 8,20. Tanto tempo anche per il rientro perché il pulmino che li riporta a Case di Trento o a Colleranesco fa un giro molto lungo. Ma una soluzione ci potrebbe essere. «Una giornata in meno di scuola», dice un’altra mamma, «significa un bel risparmio sul riscaldamento. Grazie a questa economia il Comune potrebbe potenziare il trasporto con gli scuolabus e diminuire il disagio dei piccoli». «Se proprio vogliamo essere critici», dice un altro papà, «allora parliamo dello stato di fatiscenza della sede scolastica: l’edificio è ancora transennato per il pericolo derivante dalla caduta dei cornicioni, mentre i bagni sono in uno stato di totale abbandono».
Mirella Lelli
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