Manca l’assicurazione e il parcheggio chiude

1 Luglio 2020

Il Comune doveva accollarsi le spese per coprire i rischi ma non l’ha mai fatto  Ecco perché l’area privata Castelli non può più essere usata dal pubblico  

ROSETO. La mancanza della polizza assicurativa per la sicurezza di chi parcheggia che, in teoria, dovrebbe accollarsi il Comune. Sarebbe questa la motivazione della chiusura da parte dei proprietari dell’area Castelli, la vasta zona di circa due ettari sul lungomare nord con la disponibilità di circa 300 posti auto, avvenuta venerdì scorso. L’anno scorso c’era un progetto, basato su accordi complessi, che prevedeva sul terreno la costruzione di una struttura ricettiva, o abitativa, e la realizzazione di un parcheggio asfaltato a uso pubblico di circa 200 posti auto con illuminazione, come spiega il consigliere di maggioranza, nonché presidente della commissione urbanistica, Giuseppe Di Sante. «Era un’idea», dice Di Sante, «che avrebbe previsto anche uno sviluppo futuro della zona tra la ferrovia e la statale 16, con ulteriori posti auto e un sottopasso pedonale e per le bici. Poi però sarà cambiato qualcosa, ma io non ho più seguito l’iter. Se la proprietà ha chiuso l’area avrà avuto le sue ragioni».
Né la proprietà né il sindaco Sabatino Di Girolamo rilasciano dichiarazioni in merito, ma pare che domani in tarda mattinata sia previsto un incontro in Comune tra l’amministrazione e i proprietari dell’area per cercare un accordo e far riaprire la zona in vista dei fine settimana di fuoco di luglio e agosto.
Quel parcheggio infatti è strategico per il lungomare nord, dove c’è una carenza cronica di posti auto: accanto alla pista ciclabile ci sono i parcheggi a pagamento, insufficienti, però, rispetto ai tanti cittadini e turisti che il fine settimana vanno al mare in quella zona. Tornando però al progetto il consigliere Di Sante si sfoga contro la sua stessa maggioranza. «Qui sono tutti filosofi, tutti chiacchieroni, tutti esperti», aggiunge Di Sante, «ma rimane tutto bloccato. Roseto è rimasta come quattro anni fa, quando l’abbiamo ereditata da Pavone. Ci sono buoni propositi ma senza risultati. La realtà è che non otteniamo risposte per il pubblico e non diamo risposte ai privati».
Di Sante, inoltre, è scontento dell’attività urbanistica ferma al palo. «In quattro anni si è cambiato qualche stop per terra, qualche divieto di accesso e sensi unici», continua, «si poteva fare un piano verde, possiamo anche mettere migliaia di piante, ma nel frattempo diamo risposte ai privati. Non possiamo metterci contro tutti. Ci vuole spirito di iniziativa e la città deve crescere, come fanno tante altre città. Spero che questa situazione si risolva per il meglio e l’area Castelli venga riaperta a stretto giro».
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