Manca la progettazione definitiva Slitta ancora la ciclovia del Tordino

Il percorso dovrà collegare Teramo con Giulianova seguendo il tracciato dell’asta fluviale Il presidente della federazione italiana ambiente e bici: «Così si rischia di perdere un’occasione»
TERAMO. Ancora ferma al palo la ciclovia del Tordino che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto collegare Teramo con Giulianova seguendo il tracciato dell’asta fluviale. Se ne parla da anni e, nel frattempo, il progetto è stato anche premiato, assieme ai progetti delle ciclovie del Vomano e del Vibrata. Si tratta del premio “Go Slow” sostenuto da Co.Mo.Do.(Cooperazione per la Mobilità Dolce) e Simitur (Società italiana professionisti della Mobilità) in collaborazione con Enit (Agenzia nazionale del Turismo), ma per la sua realizzazione i tempi sembrano essere ancora lunghi.
La ciclovia del Tordino è una pista ciclabile che, una volta realizzata, unirà Teramo a Giulianova, passando per i Comuni di Bellante e Mosciano Sant’Angelo costeggiando le realtà di Castellalto, Notaresco e Roseto degli Abruzzi e con un futuro collegamento verso Montorio al Vomano. «Un progetto che, soprattutto in un periodo in cui il turismo in bicicletta e gli spostamenti con le due ruote a pedali trovano, in Italia e in Europa, terreno fertile, potrebbe aprire nuove prospettive per la vallata del Tordino e per la città capoluogo» dice Raffaele Di Marcello, uno dei responsabili nazionali della Fiab, la federazione italiana ambiente e biciclette Un progetto che la Provincia di Teramo porta avanti da tempo, inserito all’interno di un piano della mobilità ciclistica più ampio che utilizza non solo piste ciclabili, ma anche strade a bassa percorrenza e prevede l’intermodalità bici-treno quale strumento di valorizzazione anche a fini turistici dei territori interni. Anche a livello locale il tratto Colleranesco-Giulianova è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale dell’attuale sindaco di Giulianova Jwan Costantini che da sempre punta a una corsia ciclabile adiacente la strada statale 80. Ma a parte premi e progetti, di tempi certi per la posa in opera del primo metro di pista ciclabile non se ne parla. Sembra ci sia un problema per la progettazione definitiva visto che un iniziale stanziamento nell’ambito del Masterplan Abruzzo, pari a 60 milioni di euro per un sistema di ciclovie fluviali in tutta la regione, è stato impegnato per altro. Infatti, anche i 9 milioni di euro destinati alla ciclovia del Tordino furono utilizzati dalla giunta D’Alfonso nel 2017 per interventi sulla viabilità ordinaria abruzzese.
Ma forse è soprattutto un problema di volontà politico-amministrativa, dato che a parte il tanto pubblicizzato percorso ciclabile costiero abruzzese, l’ormai famoso ‘bike to coast’, con la ciclovia dei Trabocchi, di pianificare una rete di ciclabili regionale, dopo un iniziale tentativo di collaborazione con l’universitò di Pescara, ormai si parla poco. Un peccato visto che i numeri dicono che in Europa il cicloturismo muove oltre 50 miliardi di euro, di cui 5 miliardi solo in Italia.
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