Manca un punto informativo: i visitatori si aggirano spaesati

18 Agosto 2023

L’ufficio Iat allestito anni fa in via Carducci non è mai stato aperto. Filipponi: «Speriamo in autunno» Marroni: «Nel 2019 il servizio era pronto a partire, nessuno ha spiegato cosa sia accaduto dopo»

TERAMO. Da qualche anno vedere turisti in città non è più così raro, neppure in agosto. Anzi, il periodo estivo sembra attrarre di più piccole comitive e famiglie italiane e straniere. Si tratta solitamente di turisti che soggiornano lungo la costa e decidono di fare una gita nel capoluogo, o di viaggiatori che negli spostamenti fra una meta di vacanza e l'altra scelgono Teramo come tappa intermedia. Macchinetta fotografica al seguito, li si nota però spesso aggirarsi spaesati, privi di un punto di riferimento. Teramo, infatti, non ha ancora un punto informativo fisico per i visitatori dove acquisire indicazioni sui siti da visitare, sulle strutture dove mangiare o dormire, sulle attività dove acquistare prodotti locali.
L’UFFICIO CHE NON C’È
Manca un ufficio turistico dove ottenere una mappa della città, dove noleggiare audio-guide per i siti culturali, dove parlare con un operatore che sappia dare spunti utili per godersi al meglio la città. Così questo compito resta inevaso o a carico di Google o di commercianti del centro. Il famoso ufficio Iat (informazione e accoglienza turistica) di via Carducci, allestito dal Cope alcuni anni fa a favore del Comune, non è mai stato aperto. È stato oggetto di una serie di intoppi burocratici fra enti e ora se ne sta definendo la gestione. L'assessore alla cultura Antonio Filipponi confida nella sua apertura entro pochi mesi: «Le problematiche che abbiamo affrontato sono state diverse, adesso dopo la variazione di bilancio approvata stiamo procedendo con l'aspetto gestionale: sarà a carico della Dmc Gran Sasso, che sta definendo un accordo con la Dmc del mare. Speriamo di aprire in autunno».
L’ESERCENTE
L'assenza di punti di riferimento per i visitatori è questione che, soprattutto d'estate, torna al centro di polemiche e dibattiti dei teramani e soprattutto degli operatori del commercio e della ristorazione che si trovano spesso a doversi sostituire a un info point. Claudia Scarpone, titolare di un bar di corso San Giorgio, ha riacceso i riflettori sulla problematica tramite un post su Facebook incassando decine di commenti, spunti di riflessione, plausi di colleghi, cittadini, politici. «Da una settimana a questa parte, in particolare tra lunedì e questa mattina, ed è successo anche la scorsa estate, sono passati dal locale diversi turisti che chiedevano cosa poter visitare a Teramo, sui siti archeologici e orari. Noi abbiamo regalato diverse piantine della città e abbiamo cercato di spiegare al meglio e di indirizzarli nel modo più semplice che potevamo. Mi permetto di suggerire a chi sicuramente ne sa più di me: un punto info per il turismo, anche perché le piantine mi sono terminate!», ha scritto l'imprenditrice. In effetti, se è vero che chi opera nel commercio e nel settore ricettivo deve fare la sua parte nell'accoglienza, è pur vero che non può sostituirsi a chi ha competenze e strumenti per informare al meglio i turisti.
L’OPPOSIZIONE
Sullo Iat mai aperto interviene la consigliera comunale di minoranza Maria Cristina Marroni: «Ho lasciato pronto l’ufficio turistico nel luglio 2019 in via Carducci, nei locali della Regione: avrebbe avuto visori ed era super interattivo, secondo solo a quello di Rimini. Bisognava solo inaugurarlo! Ogni volta che ho chiesto che fine abbia fatto, nessuno mi ha risposto. Certamente, dopo quattro anni, ormai tutti gli strumenti acquistati con un bando europeo saranno desueti. Peccato!». Critico anche il consigliere di Fratelli d'Italia Luca Corona: «Una buona amministrazione investe in cultura e turismo che fanno crescere e valorizzano la città, come ha fatto e continua a fare un Comune vicino al nostro, molto più piccolo: Campli. Abbiamo quasi sempre musei chiusi senza punti informativi, quindi di cosa vogliamo meravigliarci?».
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