Mancano i contatori dell’acqua: il Ruzzo chiude le fontane in città

Il Comune non ha installato gli strumenti per la misurazione dei consumi richiesti dalla società Rubinetti riaperti dopo la proroga di due settimane proposta dall’ente per mettersi in regola
TERAMO. Un avvertimento della Ruzzo Reti rimasto lettera morta per mesi e che la scorsa settimana ha portato all'avvio della chiusura dei fontanili cittadini. Solo quando l'acqua ha smesso di sgorgare il Comune è corso ai ripari, chiedendo alla società acquedottistica quindici giorni di proroga per regolarizzare gli allacci alle fontane. Una richiesta, che rasenta il mea culpa, accolta e che ha portato da ieri alla riapertura dei rubinetti per quei fontanili della città che erano stati chiusi perché non a norma.
La querelle si è consumata fra la Ruzzo Reti e il Comune, sul cui territorio la scorsa settimana è stata stoppata l'erogazione di acqua in diverse fontane alle quali non è stato mai applicato un contatore, necessario per conteggiare il consumo idrico. Nei mesi scorsi la società acquedottistica, su indicazione dell'Arera, aveva avviato dei controlli su tutto il territorio provinciale servito per individuare perdite e consumi anomali. È emerso che in moltissimi comuni la gran parte delle fontane pubbliche era sprovvisto di contatore. Un perdita economica, per mancati introiti, di circa 700mila euro per la Ruzzo Reti. Oltre che uno spreco dovuto ai mancati controlli da parte degli enti locali sull'uso improprio di quell'acqua pubblica da parte dei cittadini. Così a marzo la società ha scritto a tutti i comuni interessati dalla criticità invitandoli a regolarizzare la situazione. Qualcuno ha chiesto delucidazioni, qualcuno ha installato contatori, qualcun altro non ha dato riscontri. Come Teramo, dove solo 22 fontane su 62 sono risultate munite di contatore. Un silenzio, quello dell'amministrazione del capoluogo, che ha portato la Ruzzo a procedere, ormai a luglio inoltrato, con lo stop all'erogazione di acqua in alcune fontane della città. Fra tutte, la storica Piciatt di viale Crispi. Un episodio che non è passato inosservato ai cittadini che hanno sollevato polemiche social e invocato la riapertura dei rubinetti.
L'azione messa in campo dagli addetti della Ruzzo ha smosso il Comune che tramite l'assessore Valdo Di Bonaventura ha chiesto una proroga di 15 giorni al fine di regolarizzare i fontanili installando i contatori. Da ieri, perciò, si stanno riattivando le fontane chiuse. «In un momento così delicato, di crisi idrica e lotta agli sprechi, abbiamo solo fatto il nostro dovere compiendo dei controlli su tutto il territorio provinciale e rilevando le situazione di irregolarità», spiega la presidente della Ruzzo Reti Alessia Cognitti, «gli allacci delle fontane pubbliche funzionano come quelle di casa: devono avere un contatore e l'acqua utilizzata va pagata. Abbiamo fatto a tutti gli enti locali le dovute comunicazioni per tempo, affinché si mettessero in regola». (v.m.)
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