Mancini: «Sarà ulteriore causa di disagio per i giovani»

TERAMO. Ogni giorno guarda in faccia il disagio giovanile: perché ci vuole sempre un caso per capire cosa possa significare. Dal 16enne ucciso a Pescara da due coetanei alle risse tra ragazzi: David...
TERAMO. Ogni giorno guarda in faccia il disagio giovanile: perché ci vuole sempre un caso per capire cosa possa significare. Dal 16enne ucciso a Pescara da due coetanei alle risse tra ragazzi: David Mancini è il procuratore per i minorenni dell’Aquila. Non entra nel merito della vicenda giudiziaria che, dice, «spero sarà chiarita nei modi e nelle sedi opportune», ma proprio dal suo osservatorio interviene sul caso del liceo chiuso. «Esprimo grande preoccupazione per il disagio che dovranno affrontare i ragazzi dopo aver subito gli anni di didattica a distanza per il Covid», dice, «si ritrovano privi delle possibilità di socializzare in un luogo come la scuola. Spesso siamo noi adulti a non offrire alternative alla strada peggiorando le relazioni tra giovani. In un momento in cui ci si confronta quotidianamente su episodi di violenza e disagio giovanile c’è solo una soluzione che noi possiamo offrire: scuola e cultura. Oggi su questo tema la società degli adulti è chiamata al confronto, ad assunzioni di responsabilità forti e a ragionare subito su quanto si possa fare per attutire l’onda lunga del disagio minorile. In un periodo in cui la città di Teramo, in particolare, non vive un momento di vivacità culturale la chiusura della più grande scuola e l’assenza di soluzioni adeguate rischia di avere conseguenze drammatiche. Però, poi, nessuno pensi a lamentarsi».(d.p.)

