Mangimificio Sagem, appello al tribunale

Indennità bloccate per 22 ex dipendenti in attesa che il giudice decida sul concordato preventivo
ROSETO. «Chiediamo che ci venga garantito il diritto allo stipendio e al Tfr al più presto». È l’appello che gli ex dipendenti della Sagem, mangimificio di Campo a Mare in crisi da circa tre anni, rivolgono al prefetto di Teramo, alla Regione Abruzzo e soprattutto al presidente del tribunale di Teramo, che a breve dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta dell’azienda del concordato preventivo e sbloccare così la situazione di stallo. La Sagem, infatti, ha contato negli anni sul lavoro di circa 30 dipendenti, oltre ad altre 100 persone circa tra agricoltori e trasportatori, ma a dicembre 2018 è subentrata una pesante crisi di liquidità determinata dall’abbandono di Amadori che copriva il 75 per cento della produzione della Sagem. È iniziata così la crisi dell’azienda, che attualmente conta solo 6 dipendenti, e negli anni tra licenziamenti e dimissioni per la situazione che si era creata 22 persone circa hanno abbandonato l’azienda, e ora pretendono i loro i diritti. «A oltre tre anni dall’inizio della crisi del mangimificio Sagem tutto tace», continua la nota degli ex dipendenti, «la proprietà è irreperibile e i sindacati sono svaniti nel nulla. L’amministrazione comunale di Roseto poi (maggioranza e opposizione, nessuno dei membri esclusi) che aveva convocato un consiglio comunale in merito, avuto il suo momento di gloria mediatica non si è fatta più viva: forse la scomparsa di un’altra azienda dal suo territorio, che dava lavoro anche a cittadini lì residenti, non le interessa più? Il silenzio che a noi dipendenti fa più male è però quello del tribunale di Teramo, cui ci siamo rivolti con fiducia nella speranza di vederci riconosciuto il dovuto. Chiediamo loro che facciano proprio il grido di dolore di madri e di padri di famiglia che hanno onorato con passione e dedizione questa cooperativa mangimistica».(l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

