Mangimificio Sagem, appello al tribunale

15 Giugno 2021

Indennità bloccate per 22 ex dipendenti in attesa che il giudice decida sul concordato preventivo

ROSETO. «Chiediamo che ci venga garantito il diritto allo stipendio e al Tfr al più presto». È l’appello che gli ex dipendenti della Sagem, mangimificio di Campo a Mare in crisi da circa tre anni, rivolgono al prefetto di Teramo, alla Regione Abruzzo e soprattutto al presidente del tribunale di Teramo, che a breve dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta dell’azienda del concordato preventivo e sbloccare così la situazione di stallo. La Sagem, infatti, ha contato negli anni sul lavoro di circa 30 dipendenti, oltre ad altre 100 persone circa tra agricoltori e trasportatori, ma a dicembre 2018 è subentrata una pesante crisi di liquidità determinata dall’abbandono di Amadori che copriva il 75 per cento della produzione della Sagem. È iniziata così la crisi dell’azienda, che attualmente conta solo 6 dipendenti, e negli anni tra licenziamenti e dimissioni per la situazione che si era creata 22 persone circa hanno abbandonato l’azienda, e ora pretendono i loro i diritti. «A oltre tre anni dall’inizio della crisi del mangimificio Sagem tutto tace», continua la nota degli ex dipendenti, «la proprietà è irreperibile e i sindacati sono svaniti nel nulla. L’amministrazione comunale di Roseto poi (maggioranza e opposizione, nessuno dei membri esclusi) che aveva convocato un consiglio comunale in merito, avuto il suo momento di gloria mediatica non si è fatta più viva: forse la scomparsa di un’altra azienda dal suo territorio, che dava lavoro anche a cittadini lì residenti, non le interessa più? Il silenzio che a noi dipendenti fa più male è però quello del tribunale di Teramo, cui ci siamo rivolti con fiducia nella speranza di vederci riconosciuto il dovuto. Chiediamo loro che facciano proprio il grido di dolore di madri e di padri di famiglia che hanno onorato con passione e dedizione questa cooperativa mangimistica».(l.v.)
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