«Manovra, molti punti da rifare»

16 Novembre 2018

Cgil, Cisl e Uil domani illustrano le priorità sulla legge di bilancio

TERAMO. Domani mattina alle 9,30 nel Palazzo del mare a Roseto si terrà un attivo unitario di Cgil Cisl e Uil sulle priorità per la legge di bilancio. Oltre ai sindacalisti teramani parteciperà il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.
«Continuiamo ad affermare con forza la necessità che lo sviluppo del Paese sia supportato da politiche espansive e sostengono, in coerenza con le linee espresse dalla Confederazione europea dei sindacati, che sia necessario il superamento delle politiche di austerity che, in Italia come in Europa, hanno determinato profonde disuguaglianze, aumento della povertà, crescita della disoccupazione in particolare giovanile e femminile», si legge in una nota dei sindacati confederali, «la manovra del Governo, pur rappresentando una prima inversione di tendenza, mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese e di un disegno strategico che sia capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro». Secondo Cgil, Cisl e Uil l’utilizzo degli oltre 22 miliardi di spesa previsti in deficit dalla manovra deve essere finalizzato a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che siano in grado di contrastare l'esclusione sociale e la povertà; che determinino processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno; che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali; innovazione, scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio e che sostengano le politiche industriali.
«La manovra traccia, invece, un percorso diverso: mancano le risorse per gli investimenti, si privilegia invece la spesa corrente, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza. Il contrasto alla povertà è senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c'è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche: sanità, istruzione e servizi all'infanzia e assistenza».