Manutenzioni alla Asl, cento posti in bilico

19 Giugno 2020

Allarme di Fiom Cgil e Fim Cisl sull’appalto che scade a luglio, non si sa che fine faranno i lavoratori

TERAMO. Cento lavoratori non sanno che fine faranno a luglio. Fion Cgil e Fin Cisl segnalano che a luglio scadrà l’appalto relativo alle manutenzioni di tutte le strutture della Asl teramana.
«L’appalto, di cui è aggiudicatario il Cns (Consorzio Nazionale dei Servizi), è attualmente parzialmente affidato alla ditta bolognese Kineo», si legge in una nota dei segretari Fiom Mirco D’Ignazio e Fim Marco Boccanera, «a meno di un mese dalla scadenza, però, non risulterebbe attiva nessuna nuova gara, né ci sono notizie su chi, nel prossimo futuro, si occuperà delle attività necessarie per garantire che funzionino e possano restare aperti gli ospedali di Teramo, Giulianova, Atri e Sant’Omero e tutti gli altri edifici di competenza Asl dislocati nel territorio provinciale. L’appalto negli ultimi anni ha già vissuto una serie di vicissitudini legate, in particolare, alla sorti della principale azienda coinvolta fin dal 2013 ed uscita di scena nel 2019: la pescarese Modus, attualmente in procedura fallimentare. Problematiche e difficoltà che continuano a scaricarsi sui lavoratori coinvolti (ultima, in ordine di tempo, l’errata emissione di Modus della certificazione fiscale necessaria per le dichiarazioni dei redditi)».
Secondo i sindacati l’assenza di notizie sull’eventuale prosecuzione dell’affidamento dell’appalto al Cns, e quindi anche alla Kineo «nei mesi scorsi ha impedito qualsiasi tipo di trattativa volta a migliorare le condizioni economiche dei lavoratori che, nonostante i delicatissimi ruoli che sono chiamati a svolgere, non beneficiano di nessuna contrattazione integrativa. Attualmente chi negli ospedali teramani si occupa di garantire, ad esempio, il funzionamento di corrente elettrica, riscaldamento, porte e uscite di emergenza, non beneficia neanche dei buoni pasto. Tutto ciò nonostante l’emergenza Covid, così com’era stato già per il blackout e la nevicata del 2017, abbia dimostrato quanto importante sia l’attività quotidiana di questi tecnici, in particolare nei momenti di crisi. Tecnici con specifiche ed elevate competenze e professionalità, di cui la sanità pubblica non può permettersi di fare a meno se vuole garantire ai cittadini servizi dignitosi, che però non sanno, dal prossimo mese, se e con chi continueranno a lavorare». I sindacati invitano la Asl a farsi subito carico della questione.