Manutenzioni in città, le faranno i migranti

14 Ottobre 2016

Il Comune dà l’ok alla firma di una convenzione per destinare 10 rifugiati a lavori di pubblica utilità

TERAMO. Il Comune dà il via libera all’impiego dei migranti per lavori di pubblica utilità. E' l'effetto prodotto dalla delibera approvata ieri dalla giunta, su proposta dell'assessore ai servizi sociali Eva Guardiani, che consentirà di destinare 10 rifugiati ad attività di manutenzione ordinaria e pulizia di aree e strutture di proprietà dell'ente. Il provvedimento fissa gli elementi cardine della convenzione che il Comune dovrà sottoscrivere nei prossimi giorni con lo Sprar, l'organismo del ministero dell'Interno creato per gestire dell'accoglienza degli stranieri in arrivo con i flussi migratori, per rendere operativo il progetto. I migranti avviati ai lavori di pubblica utilità saranno divisi in due gruppi.

I primi cinque hanno già completato il percorso preliminare e dunque potranno diventare operativi non appena l'accordo con lo Sprar verrà ratificato. Ai rifugiati coinvolti nell'iniziativa sarà affidato il compito d'integrare la squadra di dipendenti comunali destinata alle manutenzioni e che poco prima di Ferragosto è stata dotata di attrezzature e macchinari per potenziare in particolare il taglio dell'erba e la pulizia dei lungofiume e dei giardini.

Il loro impiego resterà comunque limitato ad alcune ore nel corso della giornata, con un impegno part-time quindi, per un periodo massimo di un anno. La delibera approvata dalla giunta segue provvedimenti analoghi già adottati da altre amministrazioni locali come Roseto, Martinsicuro, Castelli e Torricella. «E' un fatto di civiltà», spiega Maurizio Brucchi, «che, oltre a essere utile per la collettività, crea una prospettiva d'impegno concreto per i giovani migranti ospitati nel nostro territorio».

A Teramo attualmente ce ne sono cento e non è escluso che in futuro il numero di quelli destinati alle attività d'interesse pubblico possa aumentare. Brucchi coglie l'occasione anche per riportare l'attenzione sul problema generale di gestione dei flussi migratori e sulla distribuzione territoriale dei rifugiati. «Se tutti i Comuni aderissero al progetto che consente il loro impiego in lavori di pubblica utilità», afferma, «si eviterebbe la concentrazione delle presenze in alcune aree rispetto ad altre». Per il sindaco inoltre, servono regole più certe per diversificare le figure dei migranti, distinguendo chi fugge dalla propria terra d'origine per guerre e persecuzioni da chi si sposta per motivi economici.

Gennaro Della Monica

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