Marcone: «In tre chilometri 48 lampioni e altrove niente»

1 Marzo 2019

ATRI. «Sono troppi i pali della luce in alcuni quartieri di Atri, altri invece sono al buio». A evidenziare il problema è il consigliere d’opposizione Giammarco Marcone che su Facebook posta una...

ATRI. «Sono troppi i pali della luce in alcuni quartieri di Atri, altri invece sono al buio». A evidenziare il problema è il consigliere d’opposizione Giammarco Marcone che su Facebook posta una denuncia con tanto di video: «Gli abitanti di contrada Borea San Domenico hanno il sacrosanto diritto di avere tutti i servizi per cui pagano le tasse compreso quello della pubblica illuminazione, ma 48 pali della luce in un tratto stradale di neanche tre chilometri, peraltro neanche densamente abitato, mi sembrano un’esagerazione. Se almeno li avessero resi funzionanti quei pali!».
Sul tema monta la protesta, e i commenti su Fb si sprecano. La residente Paola Mesa scrive: «La strada che va dai miei suoceri nella frazione di Collotti è praticamente impraticabile, perché non si fanno un giro da quelle parti! Ed è stato segnalato da non so quanto tempo. Come se le persone che abitano di là perché in campagna non pagassero le tasse. Che vergogna». Mauro Dell'Orletta aggiunge: «Vogliamo parlare della strada che porta al ristorante i Tre Ghiottoni, officina Ruggieri, e via dicendo? Li ci sono famiglie con un tratto di strada di circa 1,5 km lasciati al buio pesto senza neanche un cosiddetto palo per amico... vi inviterei a fare un giro all'imbrunire così vi rendete conto da soli». Gabriele Nardi conclude il quadro: «Viale dei Calanchi (ex fornace) lungo un tratto di strada di 500 metri ci sono almeno quattro lampioni non funzionanti da quasi un anno. Oltre a pali pericolanti e marci alla base. Lo scorso anno in piena estate sono stati fatti dei sopralluoghi per identificare i pali da sostituire. Ma ad oggi non sono state ripristinate nemmeno le lampadine. Nonostante le segnalazioni ripetute per mesi... siamo ancora al buio!». Un residente Annamaria Dell'Orletta pone l’accento anche sul problema strade: «In contrada Cagno per le buche non si può camminare». ( d.f.)