Marcozzi chiede chiarezza sul piano delle manutenzioni

TERAMO. «Siamo alle solite, ritorno al passato con apparizioni da parte di assessori a dimostrazione che qualcosa si muove». Inizia cosi la lettera aperta indirizzata dal presidente del comitato di...
TERAMO. «Siamo alle solite, ritorno al passato con apparizioni da parte di assessori a dimostrazione che qualcosa si muove». Inizia cosi la lettera aperta indirizzata dal presidente del comitato di quartiere della Gammarana Alfonso Marcozzi al sindaco Gianguido D’Alberto. «Motivazioni di trasparenza, ci inducono a chiedere che sia reso pubblico il piano delle manutenzioni», afferma il rappresentante dei residenti della zona, «senza una programmazione degli interventi e senza che siano resi pubblici i criteri di scelta, è legittimo il sospetto che gli stessi siano ispirati da pressioni politiche».
Marcozzi descrive la situazione «drammatica» di alcune strade come via Aereoporto, via Gammarana e via Tripoti, nonché dei parcheggi davanti al campo scuola e del sottopasso ferroviario. «La manutentiva del verde è del tutto assente; il rispetto delle regole da parte dei privati affinché abbiamo a decoro le aree antistanti spazi pubblici a rischio incendio come l’ex Aquiladoro e quella sottostante via Einaudi, nonché la manutenzione delle scarpate sono inesistenti». In diversi momenti del giorno all’incrocio tra via De Jacobis e via Luigi Tripoti è impossibile spostarsi per la presenza di auto «ammucchiate ai bordi delle strade». In via Romualdi viene utilizzata come parcheggio dai frequentatori del circolo tennis la corsia riservata ai pedoni «creando pericolo continuo in prossimità degli incroci». Il manto di via Einaudi è in un degrado tale «da procurare rischi quotidiani a quanti cercano di percorrerla a piedi». L’innesto tra questa strada e via Gammarana, a detta di Marcozzi, non ha protezioni laterali destinate a «evitare che, prima o poi, qualcuno si ritrovi lungo la scarpata verso il Tordino». Secondo il presidente «non è possibile che non venga programmato un intervento sul campetto adiacente la scuola De Jacobis, unica agorà del quartiere, per dotarlo di illuminazione e di un punto acqua». C’è poi da valutare l’incidenza sulla salute pubblica «di un impianto di microcogenerazione improvvidamente installato nel campo scuola». Senza dimenticare, conclude Marcozzi, «la perenne chiusura di Via Marozzi, strada pubblica da qualche anno a uso esclusivo di privati». (g.d.m.)
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