Marcozzi: «Ora la Gammarana può diventare una camera a gas»

L’imminente apertura del centro commerciale Globo-Oasi preoccupa il presidente del quartiere: «La viabilità andava ripensata prima, l’unica vera soluzione è l’arretramento della stazione»
TERAMO. «Ci sono problematiche e situazioni che andavano risolte tempo fa. Ora si rischiano il caos della viabilità e un incremento esponenziale dell'inquinamento»: sono parole di preoccupazione quelle che arrivano dall'ingegnere Alfonso Marcozzi, presidente del comitato di quartiere Gammarana.
Parole figlie della rivoluzione che la zona sta per subire con l'apertura al pubblico del nuovo complesso commerciale Globo. L'edificio è quasi pronto e l'11 novembre il primo taglio del nastro sarà ad opera del supermercato Oasi. Seguiranno poi il negozio Globo, che lascerà gli spazi di viale Crispi, e attività quali un ristorante e alcuni uffici. Il volto del quartiere cambierà inevitabilmente. L'area, già molto trafficata perché sbocco strategico del Lotto zero, vedrà crescere la presenza di mezzi quando il complesso commerciale entrerà a regime. Ma già l'apertura dell'Oasi sarà un primo significativo test sulla tenuta delle infrastrutture viarie della zona.
Una tenuta che per Marcozzi «non sarà efficace, perché per come si presenta il quartiere non ci sono le capacità di accogliere un flusso notevole di auto e anche dei tanti mezzi pesanti che si occuperanno di rifornire merce alle attività commerciali: le strade sono inadeguate e lo diciamo da tempo che nel quartiere va sistemata la viabilità. Temiamo che la Gammarana si trasformi in una camera a gas. Lo svincolo ha già modificato il traffico, che soprattutto al mattino è intenso e spesso si registrano code: con l'apertura del polo commerciale che accadrà? Auto e Tir che devono uscire dalla città dovranno raggiungere la zona del Parco della scienza per immettersi sulla Teramo-mare: è sostenibile? La piccola rotonda del ponte San Ferdinando reggerà al traffico anche dei mezzi pesanti? Sono domande che rivolgiamo all'assessore Maurizio Verna».
Il comitato di quartiere si dice favorevole ad insediamenti commerciali che portano sviluppo e opportunità di lavoro in città, ma «prima vanno garantite le infrastrutture perché sono propedeutiche agli interventi edilizi. E non il contrario», aggiunge Marcozzi, che torna sull'arretramento della stazione ferroviaria ritenuto «unica vera soluzione al problema viabilità della zona: voglio ricordare che il gruppo Globo aveva versato una quota parte pari a 650mila euro proprio per contribuire a questo progetto del quale non vi è più traccia. Si tratta di arretrare la stazione di 70 metri: un nulla rispetto ai grandi benefici che la città ne trarrebbe».(v.m.)
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