Mareggiata divora la costa nord

6 Agosto 2020

Alba Adriatica, l’acqua torna a lambire gli stabilimenti. Balneatori in rivolta: solo passerelle politiche

ALBA ADRIATICA. Il mare ha invaso di nuovo la costa nord di Alba Adriatica dilaniata dall’erosione, fermato nella sua avanzata solo dalle barriere messe a protezione degli stabilimenti: è almeno la terza volta che accade in questa travagliata stagione turistica. Stavolta nel clou dell’estate. La colpa è del temporale che si è abbattuto sulla città negli ultimi due giorni, che ha ingrossato il mare e costretto i gestori delle concessioni balneari a rischio a togliere diverse file di ombrelloni, se non tutte, e poi a notti insonni. E la tensione, ancora una volta, è tornata a crescere.
«Non chiamatela “mareggiata”, non è stato un evento meteorologico eccezionale», spiega Ivan Lazzarini, uno dei balneatori più in vista della costa nord albense, anche per il suo passato nelle associazioni di categoria, continuando: «Ormai basta il mare mosso a metterci nei guai, ora non abbiamo ombreggi a sufficienza per chi ha prenotato e siamo costretti di nuovo a rimboccarci le maniche. Con l’ansia di cosa potrà accadere in autunno». I titolari delle concessioni della zona sono allo stremo. Le mareggiate si ripetono e infieriscono da mesi. A novembre e a febbraio 2019 gli eventi eccezionali che hanno provocato danni anche alle strutture degli chalet. Lazzarini ne ha per tutti: «In quelle occasioni tante passerelle politiche, soprattutto della Lega, a cui poi non è seguito nulla. La Regione non ha ancora progetti: né quello per la spiaggia d’alimentazione promessa per il 2021, né per la grande opera di messa in sicurezza della costa vibratiana con le barriere parallele. Del milione di euro per il risarcimento non si sa niente, così come dell’installazione di nuovi blocchi a protezione degli chalet. Per la richiesta di riduzione dell’onere concessorio, avanzata alla Regione tramite il Comune, non abbiamo avuto risposta, mentre aspettiamo ancora per la promessa rimodulazione della Tari. Le associazioni cittadine di categoria restano in silenzio e mostrano miopia».
Giancarla Stipa, operatrice della costa nord ed ex presidente dell’associazione Albatour, ha scritto: «Le parole, insieme alla nostra pazienza, sono terminate». Anche il M5S albense è intervenuto: «E’ mancata totalmente una visione omogenea della gestione dei problemi, quattro governi regionali che hanno navigato a vista, un dramma annunciato che rischia di compromettere seriamente il futuro dell’economia turistica di gran parte della costa teramana». E poi: «Non servono misure spot, ma una programmazione in cui tutti devono fare la propria parte». Il sindaco Antonietta Casciotti aveva invece pubblicato una lettera aperta sul tema dell’erosione solo poche ore prima del temporale: «Nel 2021 Alba Adriatica dovrà avere il suo intervento anti erosione», poi continuando e replicando a critichesu altri temi: «Il problema non sono le spiagge libere o i sassi, ma l’erosione. E allora basta creare divisioni tra operatori stremati, basta pensare che il problema sia solo di alcuni. In questa battaglia dobbiamo essere uniti e forti, è una responsabilità comune. Attiveremo azioni forti non “contro la Regione" ma “accanto ai nostri rappresentanti regionali”, tutti, per dare esempio di buona politica, quella vera».
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