Mariani: «Pd pronto al voto con D’Alberto e Cavallari»

16 Aprile 2016

TERAMO. In questa crisi politica prende forza l'ipotesi di una comune volontà di accerchiamento delle ambizioni politiche di Dodo Di Sabatino e del suo gruppo da parte di Paolo Gatti e Mauro Di...

TERAMO. In questa crisi politica prende forza l'ipotesi di una comune volontà di accerchiamento delle ambizioni politiche di Dodo Di Sabatino e del suo gruppo da parte di Paolo Gatti e Mauro Di Dalmazio, anche perché a una lettura attenta dei comunicati diffusi dai rispettivi gruppi si evince uno spirito costruttivo finalizzato a stemperare posizioni e "teatrini". E' evidente che tale è il giudizio di Gatti su alcune posizioni critiche emerse negli ultimi mesi, posizioni che adesso vorrebbe isolare insieme al gruppo "dalmaziano" nel tentativo di arrivare quantomeno all’autunno e impedire un lungo commissariamento. Gatti non ha mai nascosto che sarebbe stato meglio staccare la spina, piuttosto che andare avanti a stenti e con atteggiamenti "indecorosi", ma sempre riducendo al minimo temporale possibile il commissariamento.

Dal canto suo Di Sabatino non è intenzionato ad assumersi la responsabilità di staccare la spina. La sua richiesta di azzerare la giunta, rinnovandola e riducendola a sei assessori, invece è più che mai attuale. Intanto, se Di Sabatino legge nell'azione del gruppo "dalmata" uno smaccato avvicinamento di Di Dalmazio ai ranghi di Luciano D'Alfonso, quest'ultimo non commenta. Il governatore demanda a rilasciare ogni dichiarazione al capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani che, da parte sua, lascia intendere di essere stato al corrente di quanto stava per succedere. «Di Giovangiacomo è un amico», ha detto il capogruppo Dem, «ci sentivamo spesso e mi ha manifestato la sua insofferenza. Così come mi sento spesso con Mimmo Sbraccia. E' naturale poi che Mauro Di Dalmazio stia legittimamente facendo rientro alla sua vecchia casa, quella dei popolari moderati. Con Brucchi il suo progetto politico non aveva respiro, faceva fatica a trovare il giusto riconoscimento e così ha preso le distanze».

Il riferimento è anche alle voci circolate sul fatto che dopo le dimissioni dell'assessore Di Giovangiacomo i "dalmati" avrebbero voluto che la delega ai lavori pubblici fosse attribuita al capogruppo Angelo Puglia. Una possibilità a cui il sindaco Brucchi si sarebbe opposto per via dell'inesistente base numerica del gruppo dopo la fuga di Campana.

Mariani, chiamato a rispondere se il Pd sia eventualmente pronto a vicine elezioni, ha risposto: «Certamente sì, abbiamo due candidati: Gianguido D'Alberto e Giovanni Cavallari, che si giocheranno la candidatura alle primarie. Noi siamo pronti». Mariani si dichiara sereno anche sul fatto che un eventuale commissariamento non possa inficiare la progettualità e gli esiti del Masterplan. «La stazione appaltante delle opere», dice, «sarebbe l'Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), dove di recente è stato nominato Antonio Sorgi alla direzione. Le vicende politiche del Comune non andrebbero a turbare nulla».(m.d.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA