Marijuana e fertilità C’è uno studio dell’ateneo
TERAMO. Un recente studio di ricercatori degli atenei di Teramo e L’Aquila, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Urology, chiarisce, con dati preclinici e clinici, gli effetti dell’assu...
TERAMO. Un recente studio di ricercatori degli atenei di Teramo e L’Aquila, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Urology, chiarisce, con dati preclinici e clinici, gli effetti dell’assunzione di marijuana e di altri cannabinoidi sul sistema riproduttivo maschile.
«La marijuana – si legge nella presentazione della ricerca – è la droga ricreativa più utilizzata nel mondo occidentale, consumata da circa 83 milioni di individui (3% della popolazione mondiale) ed è facilmente accessibile anche ai giovani, sollevando preoccupazioni per i suoi potenziali effetti sulla fertilità dal momento che gli estratti derivati dalla cannabis (cannabinoidi) possono interferire in molti aspetti della riproduzione maschile».
In particolare lo studio sottolinea che «l’uso della canapa è coinvolto nella modulazione negativa della secrezione di testosterone, agendo sia a livello centrale che testicolare, sebbene gli effetti sulla spermatogenesi, sulla funzione erettile e più in generale sulla capacità riproduttiva dell’uomo siano ancora oggetto di discussione».

