Marinai divisi, i giuliesi non tornano in mare

Le barche dello strascico dei colleghi marchigiani riprendono domenica notte «Noi siamo fermi e così la gente andrà a San Benedetto a comprare il pesce»
GIULIANOVA. Mentre nelle Marche si è deciso ieri per il ritorno in mare, a Giulianova si prosegue invece con lo sciopero ad oltranza.
In tutto il versante del nord Adriatico, a partire dal vicino porto di San Benedetto, le barche dello strascico da domenica notte torneranno in mare per una prova di due giorni, come si apprende da fonti interne alla marineria sambenedettese. Una decisione presa durante una riunione dei marittimi ad Ancona, in seguito alla manifestazione davanti al ministero di mercoledì, che non ha avuto l’esito sperato, soprattutto per quanto riguarda il problema del caro gasolio: si richiedeva al governo di rimodulare il tetto massimo del prezzo del carburante, che ha raggiunto la cifra di un euro e 25 al litro. I marittimi giuliesi però, in controtendenza rispetto ai colleghi marchigiani, scelgono la linea della coerenza e confermano il proseguo dello sciopero. «Non torneremo in mare domenica notte», chiarisce l’armatore Giovanni Massi del motopesca “Il faro”, «noi siamo abruzzesi e adottiamo la linea condivisa con i colleghi di Pescara, perché facciamo parte dello stesso compartimento. Siamo tutti compatti al momento: noi pescatori giuliesi ci siamo riuniti ieri mattina al porto, ed abbiamo deciso di continuare il fermo. Siamo amareggiati dall’incontro che abbiamo avuto con il ministero, ci sentiamo presi in giro ed inascoltati». E sulla scelta degli armatori marchigiani di tornare in mare, Massi così commenta: «Viviamo la stessa realtà, ma non vorrei che questa scelta da parte loro denoti una certa furbizia: visto che siamo tutti fermi da tanti giorni, gli acquirenti si recheranno a San Benedetto per comprare il pesce, che salirà di prezzo. Per me questa non è una linea da seguire perché lo sciopero in questo modo non ha più credibilità e non mi sembra neanche corretta a dire il vero».
Il rappresentante nazionale di Federpesca Vincenzo Staffilano ha così commentato l’incontro romano fra marineria e ministero: «Dobbiamo insistere con l’approvazione della cassa integrazione per i dipendenti, in modo tale da ammortizzare il colpo, anche in virtù del fermo pesca che ci sarà a metà agosto. Con la forza e con i blocchi non mi pare si stia ottenendo nulla di buono: quello della speculazione sul gasolio è un problema di carattere internazionale e non si risolverà nell’immediato».
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