Marino, la Provincia ora cerca una sede

14 Settembre 2021

Il presidente Di Bonaventura chiede scusa per i ritardi: «Ora l’impegno è quello di fare subito qualcosa»

TERAMO. Le scuse e l'impegno a trovare una soluzione nel breve periodo, con aule vicine alla sede centrale, e più a lungo termine, con un edificio jolly. Il tutto, nell'attesa che parta la ricostruzione.
Il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura scrive ai vertici, agli insegnanti e agli studenti dell'istituto Marino di Teramo da giorni in subbuglio per lo “spezzatino” di aule. La scuola è inagibile dal 2016 e gli alunni sono dislocati in quattro edifici. Una condizione che ha mosso polemiche e sit-in, incontri e riunioni. Ora dalla Provincia arrivano le scuse per la situazione di disagio ma anche l'impegno a ulteriori sforzi. La ricostruzione del Marino richiederà, con un po' di ottimismo, almeno un paio d'anni.
Venerdì Di Bonaventura, all'esito di nuovi sopralluoghi e incontri coi tecnici e il consigliere delegato all'edilizia scolastica Luca Frangioni, ha inviato una lettera alla popolazione del Marino: «La vostra scuola continua ad avere gli stessi problemi da diversi anni e il processo di ricostruzione (con una dote finanziaria di 7 milioni e 100 mila euro) non potrà concludersi prima di due o tre anni: su questo bisogna essere onesti e chiari». Il presidente, quindi, annuncia che bandirà una manifestazione pubblica per trovare uno stabile "jolly" dove riaggregare dal prossimo anno scolastico tutte le classi dell'istituto. «Non cerco facili scappatoie ma i ritardi della ricostruzione pubblica li condividiamo con tutte le istituzioni del cratere sismico. E' anche innegabile che nel contempo abbiamo vissuto una pandemia che ha pesantemente impattato sulla logistica e l'organizzazione delle scuole» scrive il presidente. La Provincia, dunque, bandirà una manifestazione di interesse rivolta a enti pubblici e privati per trovare uno stabile in affitto a partire dal prossimo anno scolastico che oltre alle aule possa ospitare tutti i laboratori. «Fra la fine di questo anno e l'inizio del prossimo recupereremo 6 aule dislocate nelle vicinanze della vostra sede attuale. Ogni altra soluzione sulla quale abbiamo ragionato nelle ultime ore sarebbe solo causa di ulteriori conflitti e di ulteriori problemi, senza essere risolutiva» conclude il presidente. (v.m.)
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