Marozzi: Arboretti dice falsità

6 Aprile 2017

L’imprenditore contro il consigliere su varianti e costruzioni in piazza Dalla Chiesa

GIULIANOVA. Mentre il suo legale di fiducia prepara le carte per avviare l'iter che lo porterà a realizzare i due palazzi di 14 metri ai piedi della collina davanti a piazza Dalla Chiesa, Peppino Marozzi diffonde un comunicato con cui lancia strali contro il consigliere comunale Franco Arboretti: «Forse l'accanimento verso la mia persona, e quindi la mia famiglia, ha origini lontane. Evidentemente brucia ancora la sconfitta elettorale contro Cameli di cui sono uno dei principali artefici, ritenendo, allora e oggi, Arboretti incapace di fare il sindaco di Giulianova. Magari potrebbe provare a candidarsi a sindaco di Roccacannuccia può darsi che li riesca, scusandomi con l'ormai famosa frazione pugliese».

L'imprenditore poi entra nel merito della vicenda accusando Arboretti di falsità: «Se in piazza Dalla Chiesa si potrà costruire è proprio colpa sua e della sua amministrazione che, disattendendo le indicazioni del gruppo tecnico di lavoro, approvò in giunta la proposta di osservazione numero 91/94 dell'allora proprietario, Costantini-Ferraioli, autorizzando quindi gli uffici a portarla in approvazione del consiglio comunale. Arboretti mente anche sulle varianti specifiche perché l'abitabilità data ai sottotetti nel 2006 riguarda tutta Giulianova e non solo il mio terreno come lui vuol far credere in maniera subdola. In 15 anni di trattative ho presentato più di 15 proposte alternative e sfido Arboretti a trovare in Italia una storia simile. Con la proposta che mi hanno bocciato avrei ceduto al comune 18.367 metri quadrati di terreno mentre con la realizzazione degli edifici "Arbor house” ne cederemo appena 10.000, quindi perdita di terreno e maggiore impatto visivo». In merito alla possibilità di costruire un ristorante a mezza collina Marozzi precisa: «E' un bellissimo progetto che guarda caso nasce sempre dal Prg targato Arboretti del 1994. Personalmente non faccio altro che chiedere il rispetto delle leggi e quindi probabilmente potrò costruire il mio ristorante con 9 camere annesse».

Mirella Lelli

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