Marroni e la sua idea di giunta: «Nove obiettivi prima dei nomi»

Previsti l’assessorato alla bellezza, per cultura e patrimonio, e quelli a frazioni, sicurezza e futuro «Mi hanno chiesto di ritirarmi, ma vado avanti». Di Sabatino: «Andiamo oltre le becere contrattazioni»
TERAMO . «Spersonalizzata». Parola in sé non bellissima ma efficace. La usa Maria Cristina Marroni, candidata sindaca che “corre sui tacchi”, come la raffigura il logo della sua campagna elettorale, per definire l’operazione che sovverte lo schema di formazione della giunta. La coordinatrice provinciale di Italia Viva, prima sfidante ufficiale di Gianguido D’Alberto nella corsa alla fascia tricolore, presenta così l’assetto della sua futura squadra. Elenca nove aree, con dettagli sulle articolazioni di ciascuna, che disegnano la «razionalizzazione» di compiti e attribuzioni da assegnare, promette lei, entro 72 ore dall’elezione alla guida della città. «Partiamo dalla testa», spiega, «dall’organo più importante dell’amministrazione, invertendo il processo che di solito porta a individuare i nomi degli assessori prima di attribuire le deleghe».
la giunta possibile
L’organigramma stilato da Marroni va nella direzione opposta: definisce il perimetro di ogni assessorato per poi inserire il nome più adatto a quelle incombenze. La candidata tiene a sottolineare, in particolare, l’assessorato alle frazioni «zone di cui si parla sempre in campagna elettorale, ma alle quali dopo non viene riservata attenzione». Altra delega significativa è all’enogastronomia «per la promozione dei prodotti tipici che richiedono devozione», ma Marroni si sofferma anche sulla specifica attribuzione per la sicurezza «intesa in senso lato, non come Stato di polizia o solo ordine pubblico, ma applicata alle scuole e all’abbattimento delle barriere architettoniche». Nella sua giunta ci sarà inoltre un assessorato alla bellezza che, anche in questo caso in un’accezione estensiva, abbraccia la cultura, ricostruzione post-sisma e centro storico. La delega alla famiglia racchiude sociale, servizi scolastici ed edilizia residenziale pubblica rivolti «anche a nuclei formati da una sola personale e a quelli arcobaleno» per distinguersi da iniziative di stampo tradizionalista. Futuro, con progetti Pnnr e sport, verde associato alla mobilità, attrattività, che mette insieme università e turismo, ed equilibri, intesi come bilancio e pari opportunità, completano lo schema della sindaca «forte e gentile». È il riassetto dell’organico che, per citare lo slogan della campagna di Marroni, darà «adrenalina a Teramo».
la scelta di campo
Per il coordinatore comunale di Italia Viva Alfonso Di Sabatino Martina si tratta di una mossa che ribalta la liturgia post-voto della «becera contrattazione su nomi e deleghe». L’iniziativa è anche un messaggio a chi, negli ultimi giorni, ha tentato di indurre Marroni a un ripensamento. «Sono arrivati in maniera maleducata e inopportuna», sottolinea la candidata, «a chiedermi di ritirarmi, se fossi stato un uomo forse non me l’avrebbero chiesto». Impossibile il riavvicinamento a D’Alberto, di cui la candidata è stata vice a inizio mandato. «Chi non ti ha amato la prima volta», spiega, «non di può voler bene la seconda». Impensabile anche l’intesa con il centrodestra. «Viviamo una fase di deteramanizzazione», tiene a evidenziare Di Sabatino, «i recenti commissariamenti sono emblematici in questo senso». C’è una bordata anche per “Futuro in” e Paolo Gatti. «Quelli che propongono candidati improbabili», evidenzia il coordinatore renziano, «sono gli stessi che nel 2017 hanno assassinato la giunta Brucchi». Il consigliere Ivan Verzilli non ha dubbi. «Questa iniziativa, futuristica ma reale», conclude, «garantirà efficienza e maggiore dialogo tra cittadini e amministrazione».
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