Marroni: gli spazi culturali sono dimenticati

13 Febbraio 2024

La consigliera: «Nove dei 14 siti in città sono inaccessibili ai visitatori e l’ufficio turistico non riparte»

TERAMO. «La cultura teramana devastata dalla gestione D’Alberto»: è una condanna secca quella che arriva dalla consigliera comunale di opposizione Maria Cristina Marroni che non concede attenuanti al primo cittadino e a chi, con lui, da sei anni amministra Teramo. Dai siti culturali inaccessibili alle proposte di rilancio del settore fino all'assenza di un piano B per il cineteatro comunale chiuso per lavori, la consigliera boccia in toto la linea D’Alberto. «La cultura è un tema cruciale per una città capoluogo, riferimento obbligato per l'intero territorio provinciale, ma purtroppo Teramo negli ultimi sei anni sotto questo aspetto ha perduto ogni attrattività. Il polo museale, spina dorsale del turismo locale, è tragicamente menomato nei due terzi della propria consistenza: dei 14 siti culturali cittadini ben 9 sono chiusi stabilmente (cioè il 65% del totale), mentre solamente 5 sono aperti alla pubblica fruizione», dice Marroni. Fra i siti chiusi ci sono gli scavi archeologici di largo Madonna delle Grazie e quelli di piazza Sant’Anna, ma anche Torre Bruciata, il museo archeologico Savini, il museo del Gatto. Per citarne alcuni.
A stretto giro dovrebbe chiudere i battenti anche la Pinacoteca civica dove si dovranno svolgere dei lavori di manutenzione. Tra le bellezze non visitabili c'è anche il mosaico del Leone. «Cinque anni fa venne sottoscritto il protocollo fra il Comune e i privati proprietari per la riqualificazione e la riapertura del sito della Domus del Leone, ma dopo tanti anni visitarlo resta un tabù», prosegue Marroni. C’è poi il cineteatro comunale, chiuso per un complesso intervento di riqualificazione, che per almeno due anni non sarà utilizzabile. Ma ad oggi non vi è un sito alternativo in città dove ospitare gli spettacoli. «Il teatro è stato chiuso senza essere preventivamente riusciti ad allestire un vero teatro aggiuntivo e non solo sostitutivo, senza aver mai pensato né messo in cantiere un teatro lirico di produzione che divenga il tempio del nostro Conservatorio musicale: questo induce non a sollevare polemiche, bensì a deprimersi e a rivolgersi altrove per stagioni di prosa, liriche e concertistiche», aggiunge Marroni che chiude le sue considerazioni rivolgendo un pensiero all’ufficio informazioni turistiche di via Carducci: «Era pronto già cinque anni fa grazie a un finanziamento comunitario intercettato dall’ex consigliere comunale Giovanni Luzii. L’apertura dell’ufficio è stata annunciata più volte ma ad oggi è ancora chiuso. Tutte le apparecchiature tecnologiche presenti, fra le quali i visori per la realtà virtuale, sono rimaste inutilizzate e sono oramai obsolete». (v.m.)
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