Marsilio: «Presidio decisivo nella guerra contro il Covid»

TERAMO. Lo Zooprofilattico di Teramo, fin dall'inizio dell'emergenza, ha svolto un ruolo fondamentale nella lotta al Covid, arrivando a processare migliaia di tamponi al giorno. Un ruolo che ieri è...
TERAMO. Lo Zooprofilattico di Teramo, fin dall'inizio dell'emergenza, ha svolto un ruolo fondamentale nella lotta al Covid, arrivando a processare migliaia di tamponi al giorno. Un ruolo che ieri è stato ricordato da tutti gli attori istituzionali e che ha visto l'ente produrre risultati importantissimi anche in termini di ricerca, con l'individuazione e il sequenziamento sia della variante inglese che di quella brasiliana. «Per la nostra regione lo Zooprofilattico», ha confermato il presidente Marco Marsilio, «è risultato un presidio determinante nella battaglia contro il virus. Quando è iniziata la ‘guerra’ avevamo solo un laboratorio a Pescara per effettuare i tamponi. Dopo poche settimane il centro si è messo a disposizione, ha ottenuto le certificazioni necessarie, ha riorganizzato i propri uffici dando una risposta immediata all’emergenza. Oggi riesce a garantire più di duemila tamponi e la sua potenzialità continua a crescere. Nel caso di Guardiagrele ci ha permesso di arrivare a isolare e spegnere focolai pericolosi anche se il contesto resta comunque serio e negli ultimi giorni la recrudescenza del virus si sta facendo sentire, visto che ci sono varianti diffuse su tutto il territorio nazionale e inevitabilmente anche in Abruzzo».
È un'azione, quella messa in campo dall'Izs, destinata a crescere, laddove ce ne fosse bisogno e anche in caso di nuove emergenze, una volta terminati i lavori per la realizzazione della camera stagna, che permetterebbe di processare anche fino a 30mila tamponi al giorno.
Intanto, per quanto riguarda l'emergenza coronavirus, Marsilio ha colto ancora una volta l'occasione per invitare tutti a rispettare le regole e a non abbassare la guardia. «Negli ultimi giorni ci sono segnali di accesso in ospedale, con polmoniti gravi, anche di pazienti più giovani», ha detto, «e questo è motivo di preoccupazione». (a.m.)
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