Martinsicuro prima in provincia: 620 card

Il sindaco Vagnoni: «Disagio più forte per gli effetti della pandemia». Anche Roseto precede Teramo
TERAMO . L’elenco dei comuni con il maggior numero di destinatari della tessera per acquisti alimentari evidenzia un risultato a sorpresa. Non è Teramo, infatti, il centro della provincia primo in classifica. In testa alla graduatoria, infatti, figura Martinsicuro cui sono state assegnate 620 carte, contro le 571 andate al capoluogo. Anche Roseto precede Teramo, con le sue 605 card, mentre Silvi segue a breve distanza con 541. Tra i sette comuni costieri, i più popolosi della provincia, Giulianova si attesta a 436 tessere, Alba Adriatica a 422, Pineto a 419 e Tortoreto a 268, con un risultato nettamente inferiore anche rispetto a centri dell’entroterra con meno residenti.
La distribuzione territoriale delle tessere si basa sui residenti ma anche sulla differenza tra il reddito pro capite in ciascuna zona e la media nazionale. I calcoli sono stati affidati all’Inps dai ministeri dell’Agricoltura e dell’Economia titolari dell’iniziativa, mentre le amministrazioni locali hanno solo compiti di verifica anagrafica dei destinatari. «Stiamo portando avanti l’operazione per la parte di nostra competenza», spiega il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni, «si tratta di un sostegno importante alle famiglie in difficoltà che si inserisce nel quadro delle misure di supporto che abbiamo già attivato». Benché il Comune non abbia avuto parte nell’individuazione dei destinatari della tessera, il fatto centro truentino sia in testa alla classifica provinciale per numero di carte assegnate dal primo cittadino è considerato un elemento significativo. «Prediamo atto di questo dato», evidenzia Vagnoni, «che indica una situazione di particolare disagio nel nostro territorio probabilmente anche legata agli effetti di lungo periodo dell’emergenza sanitaria». Secondo il sindaco proprio i numeri legati all’iniziativa ne dimostrano la necessità. «Grazie a questo strumento verrà data un’ulteriore risposta a famiglie in condizioni di disagio», conclude, «per questo non possiamo che fare rapidamente la nostra parte per renderlo operativo il prima possibile». (g.d.m.)

