«Mastromauro fa solo incompiute Si dimetta»

7 Aprile 2017

GIULIANOVA. È un quadro desolato della città quello che fornisce Paolo Vasanella, a nome di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale Giulianova, che chiede al sindaco Francesco Mastromauro di farsi da...

GIULIANOVA. È un quadro desolato della città quello che fornisce Paolo Vasanella, a nome di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale Giulianova, che chiede al sindaco Francesco Mastromauro di farsi da parte. A poco tempo dal traguardo prefissato dal sindaco eletto al primo mandato, ossia una "Giulianova 2020", FdI-An racconta invece che, in tutti questi anni, «gli amministratori hanno prodotto e producono un mare di incompiute, una sorta di involuzione con opere progettate e mai realizzate, cantieri aperti, ma bloccati da problematiche legali che i cittadini hanno vissuto e subito quotidianamente sulla propria pelle».

Il partito ricorda che quando Mastromauro venne eletto primo cittadino «si dotò di una sorta di libro dei sogni, nel quale scrisse le dieci priorità con le quali avrebbe trasformato la nostra città, facendola divenire riferimento della provincia teramana e dell'Abruzzo intero: ambiente, turismo e manifestazione, commercio ed attività produttive, lavori pubblici, sicurezza, mobilità sostenibile e viabilità, urbanistica, bilancio, trasparenza, innovazione, pubblica amministrazione erano le stelle polari». Secondo Vasanella, però, la città sta morendo. «Tutti sapevamo che il sindaco non aveva doti artistiche», si legge in una nota, «ma che si arrivasse a tanto non lo avremmo mai immaginato. Ci si dica: in che modo è stato tutelato l'ambiente? La famosa offerta turistica, invece, ha prodotto, come unico obiettivo, un proliferare di mercatini di indubbio gusto. Che dire ancora in merito alla viabilità e manutenzione stradale? Basta farsi una passeggiata per le vie centrali e rendersi conto sono divenute impercorribili ed altamente pericolose per la pavimentazione sconnessa». La situazione, scrive Vasanella, non cambia se si guarda al centro storico o alle periferie. «Stendiamo poi», conclude la nota, «un velo pietoso sugli incresciosi accadimenti che hanno visto protagonisti uffici e dirigenti del Comune; tutto ciò non preoccupa i nostri amministratori che continuano ad andare avanti come se nulla fosse». (mt)