Mastromauro: «Il Comune è parte lesa»

27 Maggio 2017

Il sindaco replica all’opposizione che chiede le sue dimissioni: «Nessun amministratore è coinvolto» 

GIULIANOVA. Conferenza stampa affollata ieri mattina per Francesco Mastromauro che dallo scranno di sindaco dell’aula consiliare ha tenuto una vera e propria arringa a difesa sua, dell’amministrazione e della città contro gli attacchi arrivati dall’opposizione che nelle 72 ore successive agli arresti dell’operazione Castrum hanno chiesto le dimissioni del primo cittadino. «Una vicenda gravissima che ferisce sia la città che l’amministrazione comunale», ha detto il sindaco, riferendosi all’inchiesta, «una brutta pagina che deve essere approfondita fino in fondo dalla magistratura, e se le accuse saranno accertate in un dibattimento, l’amministrazione comunale di Giulianova sarà parte offesa». Per Mastromauro la vicenda ha causato un grave danno di immagine alla cittadina. Poi il sindaco annuncia il riesame degli atti firmati dalla dirigente coinvolta nell’inchiesta. «Alla luce delle gravi ipotesi accusatorie che coinvolgono gli atti dell’ufficio tecnico esigo da sindaco che venga fatta chiarezza e pertanto ho già chiesto al dirigente pro-tempore Corinto Pirocchi, all’assessore all'urbanistica Fabio Ruffini e al presidente della commissione urbanistica Gabriele Filipponi di riesaminare con ulteriore attenzione, se mai non ci fosse stata all'inizio, la correttezza dell’istruttoria amministrativa di tutti gli atti firmati dalla dirigente Mariangela Mastropietro, per fare chiarezza davanti a tutto il consiglio comunale». Rispondendo alle domande dei giornalisti Mastromauro si è detto deluso e irato, ma ha continuato ad affermare fino in fondo l’estraneità dell’amministrazione comunale nell'inchiesta che ha portato all’arresto tra gli altri della dirigente Mastropietro, dell’amministratore unico della Giulianova Patrimonio Filippo Di Giambattista e dell’ex assessore Nello Di Giacinto.
Nella sua lunga e dettagliata requisitoria Francesco Mastromauro non dimentica di rispondere nel merito ad alcune questioni sollevate dalle opposizioni. In primis si rivolge a Fabrizio Retko: «Le sue accuse sono sproloqui in libera uscita, ragionamenti infarciti di frasi sconnesse con epiteti altamente diffamatori nei miei confronti che non meritano alcun commento. Gli suggerisco di aggiornare il suo lessico emendandolo da considerazioni irose e villane». Poi il primo cittadino parla a Franco Arboretti e Margherita Trifoni che hanno chiesto le sue dimissioni e dice: «Non è vero che nella vicenda sono coinvolti amministratori comunali. Lo si evince dagli atti ma soprattutto lo afferma in maniera inequivocabile il procuratore capo della repubblica di Teramo Antonio Guerriero in una intervista su Rai Tre che afferma che non è in discussione assolutamente l’onorabilità degli amministratori comunali e che la vicenda è in corso di approfondimento ma non riguarda nessun amministratore». E a chi lo accusa di aver assunto la Mastropietro il sindaco replica: «Non sono stato io a mettere la Mastropietro a dirigere il settore lavori pubblici, ma la giunta guidata da me, con Filipponi vice sindaco, ha deliberato il bando di mobilità esterna che la Mastropietro ha vinto superando un esame davanti alla commissione di tecnici. Prima di fare accuse infondate certi partiti politici che aspirano a diventare classe dirigente farebbero bene a studiare le carte». Sulla stabilità della sua maggioranza Mastromauro ha smentito le notizie circolate sulla possibile sfiducia da parte del suo ex partito, il Pd, che sarebbe intenzionato a dare solo l’appoggio esterno con il ritiro dell’assessore Ruffini. «A me tutto questo non risulta», ha detto il sindaco, «nell'ultima riunione di maggioranza i partiti che appoggiano l’amministrazione mi hanno ribadito il massimo appoggio».
Mirella Lelli
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