Mastromauro: in provincia ne vogliamo almeno due

8 Luglio 2017

Uno nel capoluogo e l’altro sulla costa. Incontro in Regione con D’Alfonso per avanzare la richiesta al ministero. Cancellata l’ipotesi del day surgery

GIULIANOVA. Se il nuovo ospedale di Teramo sarà l’unico della provincia è ancora da vedere. Rimane in fatti la possibilità di passare dagli attuali quattro ospedali per acuti attualmente operativi in provincia a due, uno a Teramo e uno sulla costa. Si è parlato di questo nella riunione che si è tenuta ieri a negli uffici della Regione a Pescara, presenti tra gli altri il governatore Luciano D’Alfonso, il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, il direttore dell’agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli e il direttore generale della Asl di Teramo Roberto Fagnano. «L’incontro è andato bene», è il parere dei Mastromauro, «abbiamo avuto due ore e mezzo di confronto. Il tema era la nostra proposta di passare dagli attuali quattro ospedali per acuti in provincia di Teramo, di cui tre di base, che non garantiscono efficienza e efficacia dell'offerta sanitaria a causa della mobilità passiva sempre più elevata (63 milioni solo nel 2016) senza nessuna eccellenza e con liste di attesa inaccettabili, a due soli ospedali per acuti: uno nella città capoluogo e l'altro sulla costa. Il passo successivo sarà la riconversione degli altri due plessi ospedalieri in centri di riabilitazione e lungodegenza. Abbiamo cominciato ad entrare nel merito di come dovrà essere strutturata la richiesta». Questa richiesta dovrà essere inoltrata al ministero della Salute, il quale dovrà a sua volta esaminarla e dare un parere di validità o meno. Il tavolo tecnico in Regione, dunque, è stato aggiornato; un njuovo incontro si terrà tra 15 giorni, sempre alla presenza di D’Alfonso, Mascitelli e Fagnano.
Un’altra notizia importante per la sanità giuliese è stata quella del decisivo no alla riduzione a day surgery dei reparti di chirurgia e ortopedia, reparti che effettuano centinaia e centinaia di interventi all’anno e che sarebbero dovuti diventare piccole unità operative aperte fino alle 20 e con possibilità di effettuare interventi banali che non avessero richiesto più di 24 ore di ricovero per il paziente. «Si è anche parlato della attuale situazione dell'ospedale giuliese», ha continuato il sindaco Mastromauro, «che, sino a quando non verrà presa una decisione sulla nostra proposta di ospedale di primo livello della costa teramana, non dovrà subire ulteriori penalizzazioni. In questa ottica, abbiamo chiesto di non procedere al day surgery estivo per chirurgia e ortopedia, dopo che ero riuscito a farlo cancellare dall'atto aziendale: il manager Fagnano ha accolto la nostra richiesta. Sicché non ci sarà day surgery neppure estivo». Si procederà, tuttavia, all’accorpamento dei due reparti nel periodo estivo come lo scorso anno (da cui, a fine estate, chirurgia e ortopedia sono usciti con 5 posti letto in meno a testa, passando da 20 a 15). «Accorpamenti sono previsti a Teramo», ha concluso Mastromauro, «a Sant’ Omero e Atri. Ciò, ci è stato spiegato, per necessità di concedere ferie al personale medico e paramedico e per la carenza di medici – ne mancano 30 in organico in tutta la Asl – e infermieri».
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA.