Maxi concorso alla Asl In arrivo i ricorsi al Tar

Il 3 novembre c’è l’esame pratico per la selezione di 56 operatori socio sanitari ma sono una quarantina gli esclusi che hanno fatto richiesta di accesso agli atti
TERAMO. Concorsone per 56 posti da operatore socio sanitario: si entra nel vivo. Il 3 novembre si terrà nell’aula magna della facoltà di giurisprudenza a Coste Sant’Agostino la prova pratica. In sostanza ai 318 candidati ammessi alla prova saranno sottoposte una serie di domande a risposta aperta. In effetti sono 305 coloro che hanno superato la prova preselettiva che si è svolta il 20 settembre al Palasport di Pesaro. Ma a questi si sommano 13 candidati disabili che avendo un'invalidità superiore all'80% accedono alle prove senza preselezione.
La commissione esaminatrice dopo la prova del 3 novembre farà prima una valutazione dei titoli e poi la correzione dei compiti. Si prevede che gli orali non inizino prima di fine gennaio-inizi febbraio.
Ma sul concorso pesa la spada di Damocle dei ricorsi. Finora sono una quarantina gli aspiranti concorrenti esclusi dalla preselezione di Pesaro che hanno chiesto l’accesso agli atti alla Asl. Con ogni probabilità buona parte di queste richieste si trasformerà in ricorsi al Tar. E’ questa d’altronde la strategia indicata dalla Uil Fpl in una riunione con gli esclusi che si è tenuta ai primi di ottobre nella sala polifunzionale della Provincia.
I ricorsi si baserebbero su presunte irregolarità verificatesi durante l'esame di preselezione. La maggiore criticità rilevata dai sindacalisti riguarda l'uso dei cellulari durante la prova – anche per le fotografie – nonostante l'invito della commissione a spegnerli e il gran numero di addetti al controllo dei quasi tremila candidati. Un altro punto riguarda la risposta ad alcune domande. In un paio, secondo alcuni, erano esatte anche risposte considerate sbagliate in fase di correzione dei test. Altri candidati hanno messo in dubbio la liceità dell'accettazione della documentazione. E in particolare alcuni contestano che è stata accettata per i candidati “sbadati” l’autocertificazione di alcuni documenti mancanti sebbene nel bando venisse esclusa come possibilità. Da qui la richiesta della Uil Fpl ad annullare la preselezione e a rifarne una nuova. Richiesta ignorata dalla Asl che ha tirato dritto, sicura della correttezza dello svolgimento della prova preselettiva.
Ora però, al di là della giustezza o meno delle posizioni di ciascuno, resta l’incognita del ricorso al Tar e di un’eventuale sospensiva che bloccherebbe l’espletamento del concorso. Per la Asl sarebbe una jattura, visto che non si trova nelle condizioni di rinnovare i contratti a tempo determinato, avendo raggiunto e superato il tetto di spesa per questa voce in bilancio. A questo punto, se il concorso dovesse essere bloccato, si sta valutando di attingere alle graduatorie di concorsi per Oss già espletanti in Asl vicine, come Pescara o delle aziende marchigiane, per le assunzioni.
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