Maxi concorso per Oss, in arrivo ricorso al Tar e denuncia penale

4 Ottobre 2016

Riunione della Uil Fpl con gli esclusi dalla preselezione che si è svolta al Palasport di Pesaro Dubbi sull’uso dei telefoni e sull’autocertificazione nella presentazione di alcuni documenti

TERAMO. Accesso agli atti e verifica delle condizioni per un ricorso al Tar: la Uil Fpl e i candidati bocciati alla preselezione del concorso Oss (operatore socio sanitario) indetta dalla Asl di Teramo lo scorso 20 settembre al Palasport di Pesaro chiedono l'annullamento della prova e promettono battaglia. L'organizzazione sindacale va oltre e annuncia di valutare anche una segnalazione alla Procura della Repubblica di Pesaro.

La riunione di ieri pomeriggio nella sala polifunzionale della Provincia, convocata dalla Uil Fpl per discutere sulle presunte irregolarità verificatesi durante l’esame di preselezione, si è chiusa con un preciso cronoprogramma: il primo passo sarà la richiesta di accesso agli atti che verrà presentata dal sindacato su delega dei candidati, quindi si andrà allo studio della documentazione per verificare la fattibilità di un ricorso al tribunale amministrativo. Un centinaio i partecipanti alla riunione, che ha visto gli interventi del segretario provinciale Uil Fpl Alfiero Di Giammartino, degli avvocati Diego De Carolis, docente di diritto processuale amministrativo all'università di Teramo, e Paolo Costanzo, legale del sindacato e dei funzionari Uil Giulio Cesare Matè e Mario Cipolletti. Presenti tra l'assemblea anche l'assessore di Teramo Franco Fracassa e il vicepresidente del consiglio regionale Paolo Gatti, quest'ultimo per una fugace apparizione.

L'incontro si è aperto con una battuta. «Qui è ammesso l'uso dei telefonini», con un ironico riferimento a due delle maggiori criticità rilevate durante la prova: da un lato l'uso (vietato) dei cellulari, nonostante l'invito della commissione a spegnerli, e dall'altro la scarsa vigilanza degli addetti al controllo. Tanti i punti contestati dai candidati respinti. Il bando ad esempio prevedeva una quota dei posti a disposizione, massimo il 50%, da riservare a lavoratori interni. «Eppure anche gli interni hanno dovuto sostenere l’esame», hanno evidenziato alcuni. E molte testimonianze hanno denunciato la distribuzione della prova, tra l'altro una sola, con nessuna possibilità di estrarre il compito fra più buste con elaborati differenti, tramite plichi trasparenti che permettevano la lettura degli scritti.

Altri candidati hanno messo in dubbio la liceità dell'accettazione della documentazione. «Sul bando c'è scritto che la non presentazione dei documenti richiesti determinava l'esclusione dalla prova, eppure il giorno della preselezione c'era un banchetto per l'autocertificazione dei documenti mancanti. La presenza di una simile postazione veniva anche annunciata online sul diario dell'esame, ma si tratta di una contraddizione», commentano. La contestazione riguarda anche due domande: le risposte – considerate sbagliate dal calcolatore che ha determinato i punteggi – risultano invece corrette, stando ai manuali. La storia più curiosa tuttavia è quella di una candidata, che pur non avendo partecipato alla prova, si è trovata, forse per un caso di omonimia, fra i bocciati della preselezione.

Superficialità e leggerezza nella procedura, sono queste le accuse rivolte dalla Uil Fpl alla Asl nella gestione dell'esame. «Rinnoviamo l'invito alla Asl a sospendere il concorso e a ripetere la preselezione», conclude Di Giammartino, «non ci costringete a rivolgerci alla Procura di Pesaro per chiedere di accertare, tramite i tabulati telefonici, l'utilizzo dei telefonini durante l'esame».

Emanuela Michini

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